Agrigento: impiegata ha un malore dopo la notifica di una multa. Chiesti interessi dal 208 Avanti Cristo

ottobre 26, 2011 0 Comments A+ a-

Il Municipio di Agrigento
Un'impiegata dell'Ufficio delle Entrate di Agrigento è stata colta da malore all'atto della notifica di una cartella esattoriale, relativa ad una multa per divieto di sosta.

Il motivo? La somma richiesta - comprensiva di interessi legali - è stata di Euro 32.544,30: il Comando di Polizia locale della città siciliana ha, per errore, calcolato gli interessi dal 208 A.C., invece che dal 2008.

Sembra una barzelletta, ma è realmente successo.

La povera malcapitata è stata ricoverata in ospedale, dove le è stato diagnoticato un "calo di pressione improvviso conseguente a shock".

La Serit - la Società di riscossione - ha fatto una verifica e scoperto l'errore, che è stato rettificato dal Comando di Polizia locale.

Roma, 26 ottobre 2011               Avv. Daniela Conte

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Fiat : la Consob chiede chiarimenti sul progetto "Fabbrica Italia"

ottobre 22, 2011 0 Comments A+ a-

Il logo del progetto "Fabbrica Italia"
La Consob ha inviato una lettera formale alla Fiat, chiedendo di fornire chiarimenti in merito al progetto "Fabbrica Italia". La notizia è riportata dal quotidiano "La Repubblica".

L'Authority - facendo riferimento agli artt. 114 e 155 del Testo Unico della Finanza, nonchè all'art. 66 del Regolamento Consob - ha chiesto, in particolare, di rendere espliciti i piani futuri relativi agli stabilimenti italiani.

E' importante precisare che la Consob non può intervenire sulle scelte industriali delle società quotate in borsa, tranne nell'ipotesi in cui incidono sulla valutazione del titolo. 

La Commissione di Piazza Affari contesta, secondo quanto si è appreso,  la contraddittorietà degli annunci relativi al nuovo progetto industriale, in particolare per quanto riguarda lo stabilimento di Mirafiori

Sergio Marchionne, infatti, quest'anno ha fatto una serie di annunci in contrasto tra loro : 
  • il 12 febbraio del 2011, in un incontro con il Governo e gli enti locali coinvolti nel progetto "Fabbrica Italia " - ha confermato gli impegni assunti con il progetto varato nel 2010, aggiungendo che nello stabilimento di Mirafiori sarebbero stati prodotti due Suv di segmento C - con un investimento previsto di 1 miliardo di Euro -;
  • il 15 febbraio 2011, davanti alle Commissioni Attività Produttive di Montecitorio ha ribadito l'impegno assunto, precisando che la produzione dei due Suv sarebbe avvenuta a partire dal 3^ trimestre del 2012,
  • nell'estate del 2011 la Fiat ha manifestato perplessità riguardo la praticabilità del progetto. Il 26 agosto la Società ha ufficialmente "scongelato" gli investimenti per la realizzazione della Maserati, ma non ha fatto cenno ai due Suv. E' stata, poi, confermata la voce secondo cui c'erano dubbi sulla produzione dei modelli annunciati, perchè la debolezza del dollaro rendeva non conveniente farlo in Italia;
  • infine, il 13 ottobre 2011 la casa automobilistica torinese ha annunciato la produzione di un solo Suv a partire dal secondo semestre del 2013. 
Questi comunicati poco chiari e non trasparenti hanno inciso sull'andamento in Borsa del titolo Fiat

Pertanto, la società automobilistica dovrà fornire i chiarimenti richiesti dalla Consob in occasione della comunicazione trimestrale dei conti, che avverrà il 27 ottobre 2011 - a differenza di altri casi, nei quali l'Authority ha chiesto un comunicato stampa ufficiale -.  

Roma, 22 ottobre 2011                   Avv. Daniela Conte 

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Donna uccisa in tribunale : Ministero della Giustizia condannato a risarcire 505.000 Euro per mancati controlli di sicurezza

ottobre 21, 2011 0 Comments A+ a-

Tribunale di Milano
Nel mese di settembre del 2002, durante un'udienza per la separazione presso il Tribunale di Varese, Rosario d'Aiello sparò e uccise la moglie Rosalia Granata.

Cosima, sorella della vittima, ha citato in giudizio il Ministero della Giustizia lamentando la mancata tutela della sicurezza: l'uomo era riuscito ad entrare in Tribunale con una pistola.

Il Tribunale civile di Milano ha condannato il Ministero convenuto al pagamento della somma di 505.000 Euro a titolo di risarcimento danni.

Roma, 21 ottobre 2011            Avv. Daniela Conte

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"Baila!" è un plagio di "Ballando con le stelle" : il Tribunale di Roma rigetta il reclamo di Rti e Endemol

ottobre 21, 2011 0 Comments A+ a-

Barbara D'Urso e Roberto Cenci, conduttrice e regista di "Baila!"
Dopo la chiusura anticipata per il calo di ascolti, un'altra brutta notizia per il programma di Canale 5 "Baila!" : il Tribunale di Roma ha rigettato il reclamo presentato da Rti e Endemol.

Nelle motovazioni del provvedimento si legge che "è ravvisabile una condotta plagiaria da parte degli autori del programma".

L'Avvocato Giorgio Assumma - legale di Milly Carlucci, conduttrice del programma Rai "Ballando con le stelle", che ha presentato il ricorso originario per plagio nei confronti di Mediaset - ha commentato la notizia parlando di "una decisione di portata generale che dà sicurezza nella applicazione della legge sul diritto d’autore. Spero che la decisione del tribunale contribuisca a mettere ordine nel confusionario mondo della produzione televisiva". 

Ha aggiunto che "la decisione del tribunale di Roma in sede di reclamo detta una garanzia di portata storica perché fissa i criteri per rendere tutelabile il lavoro creativo di qualsiasi autore". 

Decisamente " Baila! " non è nato sotto una buona stella....

Roma, 21 ottobre 2011                Avv. Daniela Conte

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Libia: il Colonnello Gheddafi è stato ucciso e la città di Sirte liberata. Conferma ufficiale del Cnt, cautela dagli Stati Uniti

ottobre 20, 2011 0 Comments A+ a-

Il Colonnello Gheddafi è stato catturato
La TV libica ha annunciato che il Colonnello Gheddafi è stato catturato a Sirte.

E' arrivata, successivamente, la conferma ufficiale del Cnt - il Governo transitorio libico -: il Raìs è stato catturato mentre si nascondeva in una buca e ucciso con un colpo alla testa.

Abdel Hakim Belhaj, capo militare del Cnt a Tripoli, ha annunciato alla TV Al Jazeera che " Il colonnello Muammar Gheddafi è stato ucciso, la sua era è finita", e ha aggiunto che "Gheddafi era stato catturato dai nostri uomini e il suo cadavere e' nelle nostre mani". Il cadavere si troverebbe in una località segreta per motivi di sicurezza.

La notizia dell'uccisione del Raìs è stata confermata anche dall'Ambasciatore libico a Roma Abdul Hafed Gaddur, secondo il quale il Colonnello sarebbe morto per le ferite riportate alle gambe.

Il leader libico - Guida e Comandante della Rivoluzione della Grande Jamāhīriyya Araba Libica Popolare - è stato ferito a entrambe le gambe; secondo l'emittente Al Arabija sarebbe addiritura morto durante il trasporto in ambulanza a Misurata

Secondo le ricostruzioni, Gheddafi sarebbe stato ferito e catturato all'alba, mentre cercava di fuggire con un convoglio da Sirte, che è stato attaccato dalle forze NATO.

I ribelli hanno finalmente "liberato" la città di Sirte, ultima roccaforte rimasta. 

Nei combattimenti sarebbe rimasto ucciso il Ministro della Difesa Abu Bakr Younes, mentre sarebbero stati catturati il figlio del Raìs Mutassim Gheddafi e uno dei suoi consiglieri , il Ministro dell'Istruzione Ahmed Ibrahim, il potente capo dei servizi segreti dell ex-regime Abdallah Senoussi.

Cautela è stata espressa dagli Stati Uniti, dove il Dipartimento di Stato, insieme al Pentagono, sta verificando tutte le notizie che arrivano dalla Libia. 
   Roma, 20 ottobre 2011             Avv. Daniela Conte 

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Le guide di Cronaca giudiziaria dal mondo: Richiesta stragiudiziale di risarcimento danni da incidente stradale. Procedura di indennizzo diretto con veicolo di controparte identificato

ottobre 19, 2011 0 Comments A+ a-

Procedura stragiudiziale di indennizzo diretto con veicolo di controparte identificato
Per richiedere i danni conseguenti ad incidente stradale in via stragiudiziale con la procedura di indennizzo diretto, è importante seguire la seguente procedura:

A) Predisporre tutta la documentazione utile:
  1. Rilievi fotografici che riproducono il veicolo incidentato (le varie foto devono riprodurre il veicolo per intero - con la targa in evidenza - e i particolari dei danni subìti, da varie angolazioni)
  2. Se possibile, rilievi fotografici del luogo dove è avvenuto l'incidente (è un mezzo di prova efficace, soprattutto se fatte nell'immediatezza del sinistro, con i veicoli coinvolti ancora presenti)
  3. Nell'ipotesi di lesioni personali, documentazione medica (referto del pronto soccorso, certificati medici, documenti attestanti le spese mediche sostenute), il certificato medico attestante la guarigione con o senza postumi permanenti e relazione medica di parte (utile soprattutto nei casi nei quali le lesioni non sono lievi)
  4. Visura o Certificato cronologico del P.R.A. (Pubblico Registro Automobilistico) relativi al veicolo danneggiato e a quello danneggiante
  5. Modello C.I.D. (se sottoscritto).
  6. Rapporto o verbale di eventuali Autorità intervenute sul luogo dell'incidente (Vigili, Carabinieri, ecc.)
  7. Copia di un documento di identità valido (carta di identità, passaporto)
  8. Nominativi e indirizzi dei testimoni presenti sul luogo del sinistro

La Corte d'Appello di Roma conferma l'assoluzione di Luttazzi e Travaglio dall'accusa di diffamazione nei confronti di Mediaset

ottobre 18, 2011 0 Comments A+ a-

Marco Travaglio e Daniele Luttazzi durante l'intervista a "Satyricon"
Mediaset, ritenendosi diffamata dalle dichiarazioni del giornalista Marco Travaglio e del conduttore Daniele Luttazzi durante un'intervista del 14 marzo 2001 nel corso del programma Rai "Satyricon", cita in giudizio, davanti al Tribunale di Roma, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, la Rai, la Ballandi - che produceva il programma - e Carlo Freccero - all'epoca Direttore di Rai2-, chiedendo un risarcimento danni di 21 miliardi delle vecchie lire. 

Durante l'intervista, Marco Travaglio aveva parlato del libro "Il colore dei soldi"- scritto insieme a Elio Veltri, membro della Commissione Parlamentare Antimafia -, nel quale viene narrata la carriera di Silvio Berlusconi sulla base di fonti ufficiali, in particolare gli atti di indagine delle Procure della Repubblica di Palermo e di Caltanissetta, riassunte nella requisitoria del PM nel processo d'appello per la strage di Capaci, il Dott. Luca Tescaroli.

Il Tribunale di Roma rigetta la domanda osservando che "le riferite affermazioni del Travaglio sono da ritenersi esercizio di legittima critica politica", basate su "atti di sicuro interesse per l’opinione pubblica" e che Travaglio non ha "mai spacciato per indiscusse verità le affermazioni fatte dal PM Tescaroli nella requisitoria resa al processo d’appello per la strage di Capaci […] avendo egli espressamente precisato che si trattava di una requisitoria contenente 'spunti di indagine' e non di sentenza". 

Per quanto riguarda le affermazioni in merito alla "Legge Tremonti" del 1994 - che, secondo quanto riferito nell'intervista da Travaglio, consentì a Fininvest di risparmiare 250 miliardi delle vecchie lire -, il Tribunale ha precisato che le stesse "intesero unicamente sottolineare e denunciare all’opinione pubblica il noto problema del conflitto di interessi che da più parti si assume esistente rispetto all’attività di governo dell’on. Berlusconi in considerazione dei suoi rilevantissimi interessi economici".   

Mediaset ha proposto ricorso in appello, ma è stato rigettato.

Il Giudice di secondo grado ha confermato la sentenza impugnata, precisando che "nelle parti dell'intervista dirette ad insinuare negli spettatori la convinzione che il successo dell'attività imprenditoriale dell'attuale presidente del Consiglio dei ministri abbia avuto origine da una ingente iniezione di capitali di provenienze illecita" non vi è alcun riferimento a Mediaset. Travaglio e Luttazzi, infatti, "parlano sempre dell'on. Berlusconi, nominando sempre Berlusconi e qualche volta la Fininvest e altre società, ma mai Mediaset".

Nella sentenza si aggiunge che, all'epoca dell'intervista, Mediaset non era stata ancora costituita e che la figura del Presidente Fedele Confalonieri "è messa in buona luce".

Alla luce di queste motivazioni, la Corte d'Appello di Roma ha rigettato il ricorso di Mediaset, confermando la sentenza del Tribunale di Roma e condannando la Società al pagamento della somma di 120.000 Euro a titolo di spese processuali.

Il testo della sentenza della Corte d'Appello di Roma:





I video dell'intervista di Daniele Luttazzi a Marco Travaglio:

Parte 1



Parte 2


Parte 3


Roma, 18 ottobre 2011        Avv. Daniela Conte

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Per vendetta nei confronti della ex moglie, "clona" la targa della sua auto e corre davanti all'autovelox più volte. Denunciato per stalking e falso

ottobre 15, 2011 0 Comments A+ a-

Auto e autovelox
Un operaio 35enne mette in atto una semplice, ma efficace strategia per vendicarsi della ex moglie: "clona" la targa dell'auto di quest'ultima - una Opel Astra - applicando con il nastro adesivo nero i numeri su una targa bianca. La targa viene poi posizionata sul retro di un'auto dello stesso modello e colore di quella dell'ex coniuge, prestata da un amico.

L'uomo sfreccia più volte con l'autovettura davanti ad un autovelox, che "fotografa" l'autovettura e la targa. 

Di conseguenza, alla malcapitata vittima vengono notificate ben 10 multe - il cui importo complessivo di circa 1.500 Euro - e viene ritirata la patente.  

L'ex coniuge si reca dai Carabinieri di Fiorenzuola, i quali effettuano indagini e scoprono che l'auto "fotografata" dall'autovelox ha una targa posticcia e due porte, mentre l'Opel Astra di proprietà della donna a cinque porte.

Riescono, quindi, a risalire all'amico proprietario dell'auto e all'ex marito, che è stato denunciato per falso. Davanti ai Carabinieri ha ammesso la propria responsabilità e si è giustificato dicendo: "Volevo infierire su mia moglie".

Roma, 15 ottobre 2011           Avv. Daniela Conte

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Ryanair: biglietti meno cari, ma una sola toilette su ogni aereo

ottobre 14, 2011 0 Comments A+ a-

un aereo della Compagnia low-cost Ryanair
Ecco l'ultima trovata della famosa Compagnia aerea low-cost Ryanair: ridurre le toilettes negli aerei ad una sola. In questo modo sarebbe possibile aumentare di 6 il numero dei posti a bordo e ridurre il prezzo dei biglietti del 5%. 

Daniel Dercavalho - responsabile della comunicazione per l'Europa - ha detto che "gli attuali aerei in funzione resteranno così come sono ma per quelli nuovi stiamo chiedendo alla Boeing di togliere tre toilette e lasciarne una sola". 

La misura - che può essere legittimamente adottata perchè non vi è una legge che disciplina il numero minimo di toilette  sugli aerei - interesserà, inizialmente, "le tratte brevi e nazionali", per poi essere estesa alle altre tratte. 

Nel 2009 la Ryanair aveva comunicato che era allo studio la possibilità di chiedere il pagamento di 1 Euro per l'uso della toilette a bordo, ma la misura non è stata attuata.

In futuro attenzione a quanto si beve, prima di salire su un aereo della Ryanair.... 

Roma, 14 ottobre 2011             Avv. Daniela Conte 

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Italia-programmi.net: l'Antitrust avverte che i solleciti di pagamento di Estesa Limited sono illegittimi

ottobre 14, 2011 0 Comments A+ a-

La Home - page del sito www.italia-programmi.net
Con un messaggio del 13 ottobre 2011, l'Antitrust ha comunicato che "con delibera adottata il 25 agosto scorso, in via cautelare, ha intimato alla società Estesa Limited di cessare l’invio dei solleciti di pagamento in quanto, in base alle prime valutazioni, essi appaiono riconducibili ad una condotta commerciale che viola il Codice del Consumo".

Nella nota si legge che continuano ad arrivare all'Authority denunce di consumatori che hanno ricevuto solleciti di pagamento dalla Società.

L'Antitrust precisa, pertanto, che "tali solleciti sono inviati da Estesa Limited in palese violazione della delibera adottata il 25 agosto 2011". 

Ricapitoliamo i fatti: nel mese di giugno del 2011 l'ADUC e invia all'Antitrust chiedendo di aprire un'istruttoria per pratica commerciale scorretta nei confronti di Estesa Limited Global Gateway - Società con sede nelle Seychelles proprietaria del sito Internet www.italia-programmi.net -. L'Authority riceve una segnalazione anche dalla Direzione del Contact Center, al quale giungono le denunce di molti consumatori

Il sito sopra citato invita a registrare un account e a scaricare subito software e applicazioni per PC. E' raggiungibile anche tramite motori di ricerca - tra i quali Google Adwords -. 

Nel sito è presente in basso a destra, in colore grigio e con caratteri molto piccoli, un link alle "Condizioni generali di vendita" - il paragrafo è intitolato "CGV" -. E' anche indicato, sempre in maniera poco visibile e soltanto cliccando sul relativo link, che il diritto di recesso può essere esercitato entro 10 giorni lavorativi dalla sottoscrizione del contratto. 

Parigi : la Procura ha archiviato per mancanza di prove il processo per tentato stupro a carico di Strauss - Khan

ottobre 14, 2011 0 Comments A+ a-

Dominique Strauss - Khan e Tristane Banon
La Procura di Parigi ha archiviato per mancanza di prove il processo nei confronti di Dominique Strauss - Khan - ex Direttore del Fondo Monetario Europeo -, accusato di tentato stupro dalla giornalista francese Tristan Banon

La giornalista aveva accusato nel mese di luglio 2011 che Strauss - Khan aveva tentato di violentarla nel 2003, durante un'intervista.  

L'Autorità Giudiziaria francese ha osservato che i fatti integrano il reato di aggressione sessuale, per il quale è previsto il termine di prescrizione di 3 anni.

Il legale di Strauss - Khan ha definito corretta la decisione della Procura, perchè "Non ci sono elementi per stabilire che i fatti raccontati da Tristane Banon siano avventuti come lei raccontò. Quindi sono fatti immaginari".

L'avvocato di Tristan Banon, al contrario, ha osservato che "L’accusa ammette chiaramente che Strauss Kahn è un predatore sessuale … Posso dirvi che se Tristane Banon avesse sporto denuncia verso il 2005, 2006, Strauss Kahn sarebbe stato processato e condannato".

La giornalista ha raccontato la sua versione dei fatti, senza mai fare il nome di Strauss - Khan, in un libro uscito in Francia e intitolato "Il ballo degli ipocriti".

Intervistata, ha detto che continuerà la sua battaglia in sede civile. 

Roma, 14 ottobre 2011                 Avv. Daniela Conte

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La Valtur è sommersa dai debiti. Presentata istanza per l'ammissione alla procedura di Amministrazione straordinaria

ottobre 13, 2011 0 Comments A+ a-

Il logo della Valtur
La Valtur S.p.a. - Società leader nel settore vacanze e la prima ad avere progettato la formula "Villaggio vacanze" caratterizzata dall'italian style - ha depositato l'istanza per l'ammissione alla c.d. Legge Marzano, relativa all'Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

Il famoso tour operator italiano - fondato nel 1960 dall'imprenditore Craveri, e controllata dal 1998 dalla famiglia del cavaliere Carmelo Patti - ha un indebitamento di 303,6 milioni di Euro - di cui 85 milioni verso i fornitori, 62 milioni verso le Banche e 96 milioni verso l'Erario e Istituti di Previdenza-, a fronte di un fatturato di circa 200 milioni di Euro.

La L. n. 39 del 2004, c.d. Legge  Marzano - dal nome del relatore, Ministro per le Attività Produttive - ha il fine dichiarato di "accelerare la definizione dei relativi procedimenti, assicurando la continuazione ordinata delle attività industriali senza dispersione dell’avviamento, tutelando i creditori e garantendo il regolare svolgimento del mercato". Alla procedura di Amministrazione straordinaria disciplinata dalla disposizione normativa sopra citata possono accedere le aziende con un numero di dipendenti non inferiore a 500 e importo di debiti non inferiore a 300 milioni di Euro.

La Valtur, attualmente, ha 22 strutture ricettive e circa 3000 lavoratori dipendenti.

La Società ha spiegato, in una nota, le ragioni della richiesta di ammissione alla procedura di Amministrazione straordinaria: "Nel corso di quest’anno l'azienda ha sofferto della particolare situazione congiunturale e dell’inaspettata crisi dei Paesi del Maghreb che ha ridotto drasticamente i flussi turistici verso Tunisia ed Egitto - paesi nei quali l’Azienda aveva investito in maniera importante. Ad incrinare la situazione, anche il dilungarsi delle trattative per le dismissioni degli immobili “non core” che erano state previste nel primo semestre di quest’anno". Ha, comunque, assicurato che il piano prevede la garanzia della continuità aziendale e la salvaguardia dei posti di lavoro.

Il piano di ristrutturazione aziendale prevede la dismissione di immobili "non core" e di villaggi che possono essere utilizzati in locazione, per un importo di 110 milioni di Euro, nonchè un aumento del capitale tra i 30 e i 50 milioni di Euro.

Nel frattempo, l'attività quotidiana della Valtur prosegue regolarmente. 

Roma, 13 ottobre 2011            Avv. Daniela Conte

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Florida : arrestato l'hacker che ha rubato gli scatti osè dal cellulare di Scarlett Johansson

ottobre 13, 2011 0 Comments A+ a-

L'attrice Scarlett Johansson
E' stato arrestato in Florida dall'FBI l'hacker che ha rubato scatti osè dell'attrice Scarlett Johansson e di altri vip - tra i quali la cantante Christina Aguilera -. Si tratta del 35enne Christopher Chaney.

L'arresto è avvenuto al termine di un'indagine durata 11 mesi e denominata "hackerazzi" - unione delle parole "hacker" e "paparazzi" -.

I 26 capi di imputazione vanno dall'hackeraggio al furto di identità e alle intercettazioni telefoniche.

Chaney ha rubato gli scatti osè direttamente dal cellulare di Scarlett Johansson. Le foto sono poi state diffuse in rete da vari blog.

L'uomo è anche accusato di avere rubato delle sceneggiature dai computer di vip di Hollywood

In caso di condanna, il 35enne "hacker" rischia fino a 121 anni di prigione. 

Il video con la notizia sul sito del quotidiano "Corriere della Sera"
Roma, 13 ottobre 2011       Avv. Daniela Conte

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Premi Rc auto: l'Antitrust denuncia che l'aumento è superiore alla media UE

ottobre 13, 2011 0 Comments A+ a-

Allarme dell'Antitrust per l'aumento "vertiginoso" dei premi Rcauto
Come si usa dire, meglio tardi che mai : Antonio Catricalà -Presidente dell'Antitrust - ha presentato in commissione industria al Senato i risultati di un'indagine sull'aumento dei premi Rcauto negli anni 2009 e 2010, dalla quale è emerso che sono cresciuti a tassi superiori rispetto media europea. Si parla di un aumento di quasi del doppio della media europea negli ultimi cinque anni.

In particolare, nel 2010 è stato registrato un aumento medio del 25% dei premi Rcauto per le automobili e del 35% dei premi Rcauto per i motoveicoli. 

L'indagine ha evidenziato, ancora, che il costo medio di un sinistro - diventata operativa la procedura per indennizzo diretto -  è aumentato del 27% tra il 2008 e il 2010, con una percentuale di aumento anche del 70% in più al sud rispetto al nord. Il Presidente Catricalà ha precisato che questo è in parte dovuto al maggior numero di sinistri alla persona liquidato al sud e in parte al fatto che, per ogni danno liquidato, la Compagnia assicurativa riceve una somma forfettaria determinata in base al costo medio dei sinistri rilevato nell'anno assicurativo precedente. Ha aggiunto che la procedura ha problemi di funzionamento soprattutto a livello di "stanza di compensazione" - istituita con l'art. 13 del "Codice delle Assicurazioni private" n.209 del 07.09.2005, è gestita dalla Consap e provvede alla regolazione contabile dei rapporti economici tra Imprese assicurative per i sinistri verificatisi a partire dal 1^ febbraio 2007 -.

Per quanto riguarda le frodi, nel Regno Unito e in Francia il numero di quelle accertate è pari, rispettivamente, al quadruplo e al doppio di quelle accertate in Italia, dove "per le imprese è più agevole scaricare sui premi i maggiori oneri derivanti da inefficienze di gestione ". 

Infine, il Presidente dell'Antitrust ha denunciato la scarsa diffusione degli agenti plurimandatari - 13,4 % nel 2008 e 17,6% nel 2009 -. Ha aggiunto, poi, che il plurimandatario "non si sarebbe diffuso tra le compagnie di maggiori dimensioni, le quali continuerebbero a operare con reti di agenti di fatto monomandatari e a non concedere mandati ad agenti plurimandatari". E ha precisato che costutuiscono "evidenti comportamenti ostativi alle riforme, alcune azioni giudiziarie intentate da alcune compagnie nei confronti di agenti e dirette a impedire l'offerta ai propri clienti di prodotti di imprese concorrenti", annunciando che l'Authority sta valutando la possibilità di aprire un'istruttoria.


Roma, 13 ottobre 2011          Avv. Daniela Conte

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Recensioni online anonime sugli alberghi : dopo la sentenza di Parigi, Federalberghi chiede l'intervento del Ministero del Turismo

ottobre 12, 2011 0 Comments A+ a-

Il sito Tripadvisor.it
E' di questi giorni la notizia che il Tribunale di Parigi ha condannato al pagamento di 430.000 Euro di multa i siti internet Expedia, Tripadvisor e Hotels.com per pratiche commerciali scorrette

I tre famosi siti internet che si occupano di viaggi, secondo il Giudice parigino, hanno ingenerato confusione negli utenti/consumatori tra siti di opinione - Trip advisor - e siti commerciali, pubblicando opinioni anonime, fornendo risposte sbagliate riguardo i posti disponibili in alcuni alberghi e indirizzando verso altri alberghi, loro partner commerciali. La mancanza di trasparenza nei giudizi crea un danno ai potenziali clienti. 

L'azione è stata promossa da Sinhorcat - l'Associazione francese degli albergatori -. 
La notizia è stata accolta con soddisfazione da Federalberghi, la quale ha diffuso una nota nella quale dice che "La sentenza del Tribunale di Parigi, emanata su istanza di Synhorcat (l'associazione francese degli albergatori), costituisce un importante successo dell'azione che Hotrec (l’organizzazione europea degli alberghi, ristoranti e bar), insieme a Federalberghi e alle altre associazioni nazionali, sta promuovendo in tutti i paesi europei per contrastare le pratiche commerciali scorrette". 

La famosa Associazione di albergatori italiani ha recentemente inviato una lettera ai Ministeri del Turismo e delle Attività produttive, nella quale ha chiesto un intervento nei confronti di siti internet - prima di tutto Tripadvisor -, perchè provvedano a "imporre nelle norme sui blog anche il diritto di replica, l’obbligo del nome e cognome o se no la presa di responsabilità da parte del sito".

Lo scopo è quello di combattere le recensioni anonime sugli alberghi. Federalberghi vorrebbe che chi inserisce una recensione indicasse nome e cognome, numero della stanza e periodo di permanenza nella struttura.

Il Presidente Bernabò Bocca ha aggiunto, in proposito, che "Tripadvisor ci ha detto che non è possibile. E almeno sul numero della camera e sulla data di soggiorno che forse vedranno. Ma non basta. Né mi accontento del calcolo della probabilità secondo cui per un tot di pareri fasulli, la maggior parte è vera".

Vedremo chi la spunterà....

Roma, 12 ottobre 2011               Avv. Daniela Conte

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La minaccia per costringere ad intraprendere una relazione sentimentale è violenza privata

ottobre 12, 2011 0 Comments A+ a-

Immagine del film "Attrazione fatale"
Tizia conosce Caio grazie ad un'inserzione matrimoniale su un giornale. I due hanno una breve avventura, ma Tizia vuole di più: una relazione sentimentale.

Di fronte al rifiuto di Caio, lo minaccia dicendogli essere incinta e che renderà pubbliche le presunte molestie di quest'ultimo nei confronti della figlia.

Caio, allora, si rivolge all'Autorità Giudiziaria. In primo grado, il Tribunale - che la ritiene responsabile per il reato di violenza privata -.  

Tizia impugna la decisione dinanzi alla Corte d'Appello di Palermo, che con sentenza del 21 giugno 2011 conferma la responsabilità penale dell'imputata.

Il Giudice di merito osserva che "integra gli estremi del delitto di violenza privata la minaccia, ancorché non esplicita, che si concreti in un qualsiasi comportamento o atteggiamento idoneo a incutere timore e a suscitare la preoccupazione di un danno ingiusto al fine di ottenere che, mediante la detta intimidazione, il soggetto passivo sia indotto a fare, tollerare o a omettere qualcosa" (vedi anche Cass. pen. n.9075 del 7 febbraio 2008).

La Corte di Cassazione, che si è espressa più volte sul punto, ha precisato che integrano il reato di violenza privata anche comportamenti quali le espressioni ingiuriose, le espressioni incivili, l'andare in escandescenze, purchè incidano sulla psiche di chi li subisce costringendo la sua volontà.

Ad esempio, è stata considerata violenza privata la condotta di un uomo che, allo scopo di indurre la ex a riprendere la loro relazione, l'aveva minacciata di diffondere materiale audio-visivo che riproduceva i loro rapporti sessuali e aveva inviato sms minacciosi al marito perchè recedesse dall'intento di riconciliarsi con lei (Cass. pen., Sez. V, n. 31758 del 31.07.2009).

In ogni caso, Tizia non dovrà scontare la pena prevista per questo reato - previsto dall'art. 610 cod. pen., a norma del quale "Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa e’ punito con la reclusione fino a quattro anni " - perchè è intervenuta la prescrizione

Facile il paragone con la trama del film "Attrazione fatale" - con Michael Douglas e Glenn Close -, anche se questo caso è meno estremo. Peraltro, in un caso simile a quello narrato nel film la pena sarebbe stata maggiore, come previsto dall'art. 610, comma 2, cod. pen.

In conclusione, in caso di rifiuto del partner di intraprendere una relazione sentimentale, forse è meglio rassegnarsi... Non sempre ci si salva con la prescrizione!

Roma, 12 ottobre 2011                 Avv. Daniela Conte

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Cassazione: legittima la dichiarazione di adottabilità del minore, quando la madre è fragile e inadeguata e la nonna materna ha scarse interazioni con lui

ottobre 12, 2011 0 Comments A+ a-

La Cassazione e i casi di adottabilità dei minori
E' legittimo dicharare l'adottabilità di un bambino la cui madre è fragile e inadeguata - sostanzialmente priva di interesse per lui- e la cui nonna ha nei suoi confronti un atteggiamento "marginale passivo".

E' quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza depositata in data 11 ottobre 2011.

Tizia e Caia, madre e nonna di Tizietto, presentano ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello di Milano, che - confermando la sentenza del Tribunale dei minorenni di Milano - ha dichiarato l'adottabilità del bambino a causa del carattere fragile e del'inadeguatezza della madre, nonchè della scarsa interazione della nonna con il nipote - quest'ultima non era neanche in grado di supportare la fragilità della figlia.

In particolare, la madre vedeva il figlio saltuariamente, mentre la nonna aveva più frequenti contatti con il bambino, ma aveva verso di lui "un atteggiamento marginale passivo, con scarsa interazione con il minore, incapace di supportare la fragilità della figlia".

Pertanto, la Suprema Corte ha ritenuto corretto il ragionamento del Giudice di merito, il quale ha evidenziato "l'assenza di rapporti significativi con il minore, che, del resto, rifiutava sostanzialmente la nonna".

I Giudici di Piazza Cavour aggiungono che la dichiarazione di adottabilità del minore non viola, in riferimento alla posizione della madre e della nonna, quanto disposto dagli artt. 1 - il quale stabilisce che "il minore ha diritto di crescere e di essere educato nell'ambito della propria famiglia"-, 8 - secondo cui "Sono dichiarati in stato di adottabilità dal tribunale per i minorenni del distretto nel quale si trovano, i minori di cui sia accertata la situazione di abbandono perché privi di assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi, purché la mancanza di assistenza non sia dovuta a causa di forza maggiore di carattere transitorio"-, 12 e 15 della L. n.184 del 1983. 

Alla luce di queste motivazioni, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della madre e della nonna di Tizietto, compensando le spese del giudizio per la natura della causa. 

Roma, 12 ottobre 2011              Avv. Daniela Conte

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Ucraina: l'ex -Premier Yulia Tymoshenko condannata a 7 anni di carcere per abuso di potere. Sentenza politica?

ottobre 11, 2011 0 Comments A+ a-

L'ex - Premier ucraino Yulia Tymoshenko
Yulia Tymoshenko - ex Primo ministro ucraino - è stata condannata dal Tribunale del distretto di Pechersky, a Kiev, a 7 anni di carcere e 3 anni di interdizione dai pubblici uffici per il reato di abuso di potere.

L'eroina della "rivoluzione arancione" è accusata di avere abusato del suo potere esercitando indebite pressioni sull'azienda statale di energia Naftogazdi perchè concludesse, nel 2009, un accordo decennale per la fornitura di gas con la Russia - il cui Presidente all'epoca era Vladimir Putin-. Secondo l'accusa, questo accordo è stato svantaggioso per l'Ucraina, causando notevoli danni.

Il Giudice Kyreiev, leggendo in aula la sentenza, ha detto che "La corte ritiene Tymoshenko colpevole ha detto il giudice e la condanna al carcere, per sette anni. Tenendo a mente il fatto che la corte non ha stabilito alcuna circostanza che può mitigare o aggravare la pena per Tymoshenko, e vista l'elevata pericolosità sociale del crimine commesso da Tymoshenko, la sua personalità e l'assenza di pentimento da parte sua, il tribunale non vede fondamento per una sentenza più clemente". E' stata, così, integralmente accolta la richiesta dei Pubblici Ministeri.  

La Corte ha anche condannato l'ex - Premier ucraino al risarcimento danni per la somma di un milardo e mezzo di grivne - pari a circa 138 milioni di Euro -. 

La Timoshenko è già in carcere dal 5 agosto 2011 per offese nei confronti della Corte. Durante la lettura della sentenza non ha voluto alzarsi in piedi e ha frequentemente consultato il suo Ipad, come vediamo nel video pubblicato sul sito del quotidiano "La Repubblica":


Ad un certo punto, si è alzata in piedi e ha detto: "Cari amici, voglio solo dirvi che sono contraria a questo verdetto. Noi ci batteremo per difendere la nostra reputazione di fronte alle istanze europee". Ha accusato apertamente il Presidente Viktor Yanukovich - che l'ha battuta alle elezioni Presidenziali del 2010 - di essere il "mandante" del processo allo scopo di eliminarla dalla vita politica - in vista delle elezioni del 2012 - e ha aggiunto che "Dobbiamo essere forti e difendere l'Ucraina dall'autoritarismo e dall'assenza di libertà". 

La Timoshenko ha già annunciato che, in caso di condanna, si sarebbe rivolta alla Corte internazionale.

Fuori dal Tribunale di Kiev ci sono migliaia di persone che stanno potestando e la città è blindata per paura di scontri. A loro, prima di entrare nel Tribunale, la Tymoshenko ha urlato "Gloria per l'Ucraina!".

Intervistata, ha detto che "Il verdetto non cambierà niente nella mia vita, nella mia lotta. Continuerò le mie battaglie per l'Ucraina e il suo futuro".

Roma, 11 ottobre 2011            Avv. Daniela Conte 

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Livorno: la sposa è in ritardo, "Padre Nike" celebra la messa senza di lei

ottobre 11, 2011 0 Comments A+ a-

Il Parroco Maurizio De Sanctis, noto come "Padre Nike"
Livorno, Chiesa di Santa Rosa da Viterbo - nel popolare quartiere di Santa Rosa -. Padre Maurizio de Sanctis - più noto come "Padre Nike", amico di Jovanotti e di Fiorello - deve celebrare un matrimonio.

La Chiesa è gremita, lo sposo è arrivato, i bambini cominciano ad essere nervosi e impazienti: la sposa è in ritardo.

Allo scoccare del 20^ minuto di ritardo, il parroco - davanti ad uno sposo esterrefatto - comincia a celebrare la messa senza la sposa.

Quets'ultima arriva, e grande è anche a sua sorpresa nel constatare che la messa è già iniziata e non viene intonata la marcia nuziale.

A questo punto, raggiunge rapidamente l'altare e riesce ad essere presente durante le letture, lo scambio delle promesse e degli anelli, il bacio finale con applauso.  

Durante l'omelia, "Padre Nike" ha "tirato le orecchie" ai due sposi, raccomandando la puntualità.

Naturalmente, la notizia ha fatto il giro della città. Intervistato, il parroco ha confermato l'episodio e ha commentato dicendo che "Non era una cerimonia privata per uno sposalizio, ma una messa parrocchiale all’interno della quale due persone si univano in matrimonio. I bambini, che erano in chiese dalle 10 per il catechismo, erano stanchi e nervosi, non potevo aspettare di più". 

Sposi della Parrocchia di Santa Rosa da Viterbo a Livorno... siate puntuali!

Roma, 11 ottobre 2011            Avv. Daniela Conte

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Gli atteggiamenti iperprotettivi integrano il reato di maltrattamenti in famiglia

ottobre 11, 2011 0 Comments A+ a-

La sede della Corte di Cassazione
Tizia, madre di Tizietto, e il nonno materno educano il minore con atteggiamenti iperprotettivi - non può frequentare regolarmente la scuola, riesce a conoscere altri bambini della sua età soltanto in prima elementare, non può compiere attività didattihe, anche istituzionali, inerenti la motricità -. Il loro comportamento, in sostanza, isola il bambino dal resto del mondo.

In più, dipingono il padre come una persona negativa e violenta, imponendo al bambino di farsi chiamare con il cognome materno.

I comportamenti sopra descritti proseguono fino all'età preadolescenziale, ritardando gravemente lo sviluppo psicologico e l'acquisizione di "abilità in attività materiali e fisiche, anche elementari (come la corretta deambulazione)" da parte del minore.

Denunciati per il reato di maltrattamenti in famiglia - previsto dall'art. 572 cod. pen. -, la madre e il nonno materno di Tizietto vengono condannati, in primo grado, alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione. La sentenza è confermata dalla Corte d'Appello.

I due imputati non hanno migliore fortuna in Cassazione, alla quale ricorrono.

Infatti, con la sentenza n. 36503 depositata in data 10 ottobre 2011 la Corte di Cassazione - 6^ Sez. penale - ha confermato la sentenza della Corte d'Appello.

I Giudici di legittimità hanno osservato che "nel reato di maltrattamenti di cui all'art. 572 codice penale, l'oggetto giuridico non è costituito solo dall'interesse dello Stato alla salvaguardia della famiglia da comportamenti vessatori e violenti, ma anche dalla tutela dell'incolumità fisica e psichica delle persone indicate nella norma e interessate al rispetto integrale della loro personalità e delle loro potenzialità nello svolgimento di un rapporto, fondato su costruttivi e socializzanti vincoli familiari aperti alle risorse del mondo esterno, a prescindere da condotte pacificamente vessatorie e violente".

In sostanza, perchè ricorrano gli estremi del reato di maltrattamenti in famiglia non è necessario che vengano poste in essere condotte materiali violente e vessatorie; ben possono rientrarvi anche atteggiamenti di "iperaccudia"- come quelli posti in essere nel caso inspecie -, laddove provochino nella vittima lesioni fisiche e psichiche.

La Suprema Corte aggiunge che non può costituire una scriminante la circostanza che il minore si trovi in uno "stato di benessere": "la variabile soglia di sensibilità della vittima", in quanto minore, "esige efficace tutela, anche contro la sua stessa infantile limitata percezione soggettiva". In proposito, vige la regola secondo cui "a prescindere dalla minore età della vittima, il reato de quo mai può essere discriminato dal consenso dell'avente diritto, sia pure affermato sulla base di opzioni sub-culturali o, come nella specie, scelte e stili pedagogici obsoleti, od in assoluto contrasto con i principi che stanno alla base dell'ordinamento giuridico italiano, in particolare con la garanzia dei diritti inviolabili dell'uomo sanciti dall'art. 2 Cost., i quali trovano specifica considerazione i materia di diritto di famiglia negli artt. 29-31 Cost." (si vedano, in proposito, le sentenze Cass. pen. n. 46300 del 2008 e Cass. pen. n. 3398 del 1999).

Non può essere, infine, invocata la buona fede nella scelta delle metodiche educative da parte della madre e del nonno materno di Tizietto. Se, infatti, si può riconoscere che questi ultimi abbiano agito, inizialmente, secondo buona fede, "tale profilo soggettivo non aveva più motivo di sussistere dopo i ripetuti sinergici interventi correttivi di una pluralità di esperti e tecnici dell'età evolutiva e del disagio psichico ed i conformi interventi dell'autorità giudiziaria".

A parere della Suprema Corte, il fatto che - nonostante gli interventi sopra citati - gli imputati abbiano continuato ad utilizzare le metodiche di "iperaccudienza" e "isolamento" evidenzia in capo agli stessi "l'intenzionalità che connota il delitto ritenuto nei termini correttamente ribaditi dai giudici di merito". 

Alla luce dei motivi sopra descritti, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei due imputati, condannandoli al pagamento delle spese processuali.

Roma, 11 ottobre 2011           Avv. Daniela Conte

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La Cassazione deposita le motivazioni: a carico di Sabrina e Cosima Misseri mancano i "gravi indizi"

ottobre 11, 2011 0 Comments A+ a-

Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano
La Corte di Cassazione ha depositato le motivazioni del provvedimento con il quale, il 26 settembre 2011, ha cassato con rinvio le due ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti di Sabrina Misseri e della madre Cosima Serrano - attualmente in carcere - per il delitto di Sarah Scazzi - avvenuto ad Avetrana il 26 agosto 2010 -.

I Giudici di Piazza Cavour hanno duramente "criticato" le due ordinanze. 

Nel provvedimento si legge, infatti, che i Giudici di merito hanno emesso due ordinanze di custodia cautelare - il 20 giugno e il 24 agosto - nelle quali ci sono due ricostruzioni diverse del delitto: in una Sabrina Misseri avrebbe ucciso Sarah con la complicità del padre Michele Misseri, nell'altra con la complicità della madre Cosima Serrano.

Questo comporta la violazione di un principio giuridico fondamentale: quello del "ne bis in idem". In sostanza, non si possono celebrare due processi per il medesimo reato. 

Ancora, per la Cassazione sono "insussistenti" i gravi indizi a carico di Sabrina e Cosima per quanto riguarda i reati di omicidio e sequestro di persona. Per quest'ultimo reato, in particolare, è necessaria "una più organica ricostruzione dell'accaduto", allo scopo di dare "una qualificazione giuridica" al fatto.

Nel provvedimento si legge che sono state fatte accurate indagini in merito a quanto è accaduto nelle ore precedenti il delitoo, ma manca "ogni riferimento a quanto accaduto tra le 14 e le 14,42 del 26 agosto,lasso di tempo fondamentale, perchè in esso si colloca la consumazione dell'omicidio".

I giudici con l'ermellino osservano, poi, che nelle due ordinanze di custodia cautelare il luogo del soffocamento di Sarah Scazzi è indicato nel garage, in casa dei Misseri, nella macchina di Cosima. I Giudici di merito dovranno, quindi, fare chiarezza anche su questo punto.

In sostanza, in merito al ruolo di Sabrina e Cosima nel delitto di Avetrana, la Cassazione ha evidenziato "discrasie" per quanto riguarda il luogo di consumazione del delitto, la dinamica, "la diversa riconducibilità soggettiva dello stesso"

In merito alla posizione di Cosima Misseri, poi, la Suprema Corte ha precisato che "l'asserito contributo all'uccisione della nipote non è stato in alcun modo specificato, con intuitive carenze motivazionali in ordine al tipo di apporto, materiale o morale, fornito, e alla eventuale astratta configurabilità, in alternativa, di forme di favoreggiamento".

I Giudici di legittimità hanno accolto le eccezioni della difesa relative alla "mancata valutazione critica" delle lettere che ha scritto Michele Misseri e delle diverse dichiarazioni che ha reso nel corso degli interrogatori, nonchè alla mancata considerazione della perizia della difesa sui tabulati telefonci.

In conclusione, a parere della Suprema Corte la custodia cautelare di Sabrina Misseri e della madre Cosima Serrano attualmente sarebbe giustificata soltanto dalla "gravità degli indizi" riguardanti il reato di soppressione di cadavere

Nel frattempo, l'udienza preliminare del processo dinanzi al Gup del Tribunale di Taranto è stata rinviata al 14 ottobre 2011, in attesa della decisione della Corte di Cassazione - prevista per il 12 ottobre - in merito alla richiesta di trasferimento del processo a Potenza per incompatibilità ambientale dovuta alla presenza di un ambiente ostile per le due indagate Sabrina Misseri e Cosima Serrano.

Roma, 11 ottobre 2011                Avv. Daniela Conte

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Le guide di Cronaca giudiziaria dal mondo: Censimento Generale 2011

ottobre 09, 2011 0 Comments A+ a-

Guida completa per orientarsi nella compilazione del questionario, con notizie, istruzioni, tutta la documentazione utile da scaricare

Da oggi e fino al 20 novembre 2011 sarà possibile rispondere al questionario obbligatorio relativo al 15° Censimento Generale della popolazione e delle abitazioni. Il primo giorno ha evidenziato difficoltà per l'enorme numero di collegamenti simultanei - fino a 500.000 -, ma stanno potenziando il collegamento.

Una importante novità di questo ultimo censimento è che il questionario è stato inviato via posta a tutte le famiglie italiane e sarà possibile compilarlo secondo due modalità: 
  • online 
  • a mano
La spedizione dei questionari sarà completata entro il 22 ottobre 2011. Le famiglie che hanno cambiato indirizzo di residenza tra il 1° gennaio e il 9 ottobre 2011 riceveranno, invece la visita di un rilevatore munito di cartellino identificativo.

Il questionario è composto di due sezioni: "Nella Lista A devono essere inseriti tutti i componenti della famiglia, che hanno dimora abituale nell’alloggio. Nella Lista B vanno inserite tutte le persone eventualmente e temporaneamente presenti nell’alloggio alla data del Censimento. La  Sezione I contiene domande sulla famiglia e sull’alloggio,  la Sezione II, contiene domande a cui devono rispondere tutti i componenti della famiglia. Per ogni persona inserita nella Lista A deve essere compilato un Foglio individuale della Sezione II, rispettando l’ordine secondo il quale le stesse figurano nella Lista A. Se in questo alloggio dimorano abitualmente più famiglie, ciascuna deve compilare un Foglio di famiglia".

Collegandosi al sito http://censimentopopolazione.istat.it - utilizzando la password inviata insieme al questionario - si viene direttamente indirizzati alla pagina dove è possibile compilare il questionario online.

Nella pagina sopracitata è possibile scaricare la lettera informativa, la guida per la compilazione, il questionario. Tutti i documenti sono in versione completa o ridotta

Per visualizzare correttamente i documenti è opportuno scaricare e installare Adobe Acrobat Reader. E' possibile farlo qui:  http://get.adobe.com/it/reader/

Citano il nome "Moncler": Il Gip di Padova accoglie la richiesta della società e fa oscurare 493 siti web

ottobre 07, 2011 0 Comments A+ a-

Il logo della Moncler
Il Gip del Tribunale di Padova, con provvedimento del 29 settembre 2011, ha ordinato il sequestro preventivo di 493 siti internazionali che "citavano" il nome Moncler - marchio della multinazionale famosa in tutto il mondo per i "piumini" -. I reati contestati sono "Introduzione nello Stato  e commercio di prodotti con segni falsi" - previsto dall'art. 474 cod. pen. - e "Vendita di prodotti industriali con segni mendaci" - previsto dall'art. 517 cod. pen. -. La società ha chiesto la misura cautelare sopra citata allo scopo di tutelare il proprio marchio dalle contraffazioni.

Si tratta della prima decisione di questo tipo in Italia, che costituisce un pericoloso precedente.E' la prima volta, infatti, che viene ordinato il sequestro preventivo di siti internet per violazione del marchio.

A quanto si è appreso, soltanto alcuni dei siti oscurati vendono prodotti contraffatti. Altri contengono soltanto pubblicità e alcuni, addirittura, sono semplici domini registrati - è il caso, ad esempio, di Monclerfans.com -. In più, molti domini risiedono su provider all'estero - in particolare negli Stati Uniti e in Cina-; di conseguenza, rimarrebbero attivi anche se non accessibili dagli utenti italiani. Per fare eseguire il provvedimento all'estero, infatti, occorre una rogatoria internazionale.

Il Gip ha ritenuto - primo caso in Italia - che integri il reato di contraffazione anche la semplice registrazione di un indirizzo web contenente il marchio dell'azienda - nel caso di specie, quello della Moncler -. 

La decisione ha scatenato reazioni polemiche. L'Avv. Fulvio Sarzana - uno dei massimi esperti del settore - ha detto che "Se passa questo principio diventa impossibile citare un marchio in Internet senza l'autorizzazione della rispettiva azienda. Il marchio verrebbe violato anche se tu scrivi un'inserzione su eBay, 'vendo un piumino Moncler'. Questa cosa equivale a registrare un dominio Moncler: sempre di contraffazione si tratta, alla luce di quella sentenza". E ha aggiunto: " Il precedente rischia di ripercuotersi seriamente sulle vendite effettuate tramite i portali di commercio elettronico quali Ebay, che potrebbero essere chiamate a rispondere in concorso con coloro che vendono beni ritenuti contraffatte su internet, e vedersi cosi chiuse le pagine delle inserzioni attraverso lo strumento  del sequestro preventivo". 

Recentemente è salito agli onori della cronaca il caso del sito "Pirate Bay": la Corte di Cassazione - con la sentenza n. 49437 del 23 dicembre 2009 - ha ammesso il sequestro preventivo del sito www.theprivatebay.org per violazione del diritto d'autore. Si tratta, quindi, di una fattispecie diversa. In quel caso, poi, il Gip presso il Tribunale di Bergamo non aveva ordinato l'oscuramento diretto del sito, ma aveva disposto "che i fornitori di servizi internet (Internet Service Provider) e segnatamente i provider operanti sul territorio dello Stato italiano inibissero ai rispettivi utenti - anche a mente del D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 70, artt. 14 e 15 - l'accesso all'indirizzo suddetto, ai relativi alias e nomi di dominio rinvianti al sito medesimo". 

Si rammenta, in conclusione, un caso del 2009: Luca Armani aveva registrato il dominio www.armani.it per il timbrificio di cui è titolare. Citato in giudizio dal famoso stilista Giorgio Armani, è stato costretto dal Giudice a cedere il dominio a quest'ultimo. Ma è tutta un'altra storia.


Roma, 7 ottobre 2011        Avv. Daniela Conte

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Cassazione: assolti i sei imputati per la frana di Quindici del 1998

ottobre 07, 2011 0 Comments A+ a-

Un'immagine di Quindici dopo la frana
La Corte di Cassazione, 4^ Sez. penale, ha confermato la sentenza della Corte d'Appello di Napoli, che ha assolto per non avere commesso il fatto i sei imputati per la frana di Quindici, in provincia di Avellino, del 1998.

Il 4, 5 e 6 maggio 1998 una massa di fango e detriti si staccò dalla montagna e dalla collina che sovrastavano i paesi di Quindici, Sarno, Siano, Bracigliano e San Felice a Cancello. A Quindici la frana provocò 11 vittime.

In primo grado, i sei imputati - Domenico Zinzi nella qualità di ex assessore pro-tempore della Regione Campania, Ettore Zucaro ex coordinatore dell'area generale n. 5, Bruno Anzevino ex dirigente del Settore Interventi della Protezione Civile, Giovanni Cantone ex coordinatore dell'area generale n. 15, Rosa Repole e Luigi Anzalone ex presidenti dell'amministazione provinciale di Avellino - furono condannati a tre anni di reclusione per il reato di omicidio colposo plurimo e assolti dall'accusa per frana colposa. Erano accusati di non avere effettuato le attività di programmazione, monitoraggio e studio del territorio allo scopo di evitare o, comunque, di contenere gli eventi franosi.

La Corte d'Appello accoglieva l'impugnazione degli imputati e li assolveva perchè il fatto non sussiste.

La Procura Generale ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, che ha rigettato il ricorso confermando l'assoluzione.

Roma, 7 ottobre 2011               Avv. Daniela Conte

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Affidamento dei figli: il giudice può rifiutare la restituzione del minore al genitore affidatario, se il rientro può esporlo a pericoli fisici e psichici

ottobre 06, 2011 0 Comments A+ a-

Affidamento dei figli: restituzione al genitore affidatario
La Corte di Cassazione, 6^ Sez. civile, con l'ordinanza n. 20365 del 29 settembre 2011 ha confermato il decreto del Tribunale dei minorenni di Venezia, che aveva rigettato il ricorso di Tizio, genitore canadese, il quale chiedeva la restituzione della figlia minore - illegalmente sottratta dalla madre Caia e portata in Italia stabilendovi la residenza, nonostante un provvedimento del Tribunale canadese di affidamento congiunto e il divieto per la madre di portare via la figlia dal territorio del Canada senza il consenso del padre -. 

Il Giudice di primo grado aveva motivato il rigetto precisando che - pur sussistendo, nel caso di specie, un illecito trasferimento della minore da parte della madre in violazione di un provvedimento dell'Autorità Giudiziaria canadese - si riteneva applicabile l'art. 13 della Convenzione dell'Aja del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale dei minori  - ratificata con la L. 15 gennaio 1994 n. 64 -, a norma del quale "l'Autorità giudiziaria o amministrativa dello Stato richiesto non è tenuta ad ordinare il ritorno del minore qualora la persona, istituzione o ente che si oppone al ritorno, dimostri: a) che la persona, l'istituzione o l'ente cui era affidato il minore non esercitava effettivamente il diritto di affidamento al momento del trasferimento o del mancato rientro, o aveva consentito, anche successivamente, al trasferimento o al mancato ritorno; o b) che sussiste un fondato rischio, per il minore, di essere esposto, per il fatto del suo ritorno, ai pericoli fisici e psichici, o comunque di trovarsi in una situazione intollerabile".

Nel caso di specie, nel corso del giudizio erano emersi alcuni episodi poco chiari relativi al periodo di affidamento della figlia minore al padre: in particolare, non era mai stato del tutto chiarito un episodio del dicembre 2007, quando - dopo avere trascorso alcune ore con il padre - subito dopo la riconsegna alla madre nel sangue della bambina era stata rilevata la presenza di clozapina  (un farmaco per adulti psichiatrici). Era stata depositata, altresì, documentazione che attestava il carattere violento del padre e il suo disinteresse per la figlia minore - in particolare, una denuncia al Consolato di Vancouver del 2009, nella quale l'uomo veniva accusato di gravi minacce di di fare uso di sostanze psicotrope e di alcool -. 

A questo si aggiungeva la palese indifferenza di Tizio nei confronti della figlia minore, che non aveva mai cercato di incontrare dal 2009 - quando la madre si era trasferita in Italia con la bimba -, nonostante non la vedesse già da molti mesi quando si trovava ancora in Canada

La Corte di Cassazione, nell'ordinanza che si annota, osserva che la domanda di rimpatrio nello Stato di residenza di un minore illecitamente trattenuto da un genitore "può essere respinta, nel superiore interesse del minore, solo in presenza di una delle circostanze ostative indicate dagli artt. 12,13 e 20 della Convenzione..."; tuttavia, "...nel valutare l'esistenza delle suddette circostanze ostative, l'autorità giudiziaria può tener conto delle attitudini educative del genitore affidatario, in quanto l'inidoneità a garantire adeguate condizioni, anche materiali, di accudimento dei minori è circostanza che li espone a pericoli fisici e psichici" (vedi, ex multis, Cass. n. 9499 del 1998). E' quello che è accaduto nel caso di specie.

In sostanza, i Giudici con l'ermellino hanno ritenuto conforme all'orientamento della Suprema Corte la decisione del Giudice di primo grado, che non si è sostituito al Giudice canadese verificando quale genitore sia più idoneo "occuparsi dei figli", ma ha semplicemente valutato se nell'ipotesi di rientro della minore presso il padre quest'ultima potesse "venirsi a trovare in una situazione intollerabile", come impone l'art. 13 della Convenzione dell'Aja sopra citato (sul punto, vedi Cass. n.11999/2001; Cass. n.19544/2003; Cass. n.16753/2007).

Alla luce di queste motivazioni, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del padre, confermando la decisione del Tribunale di Venezia.

Roma, 6 ottobre 2011           Avv. Daniela Conte

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