INFORTUNI SUL LAVORO: IL DATORE NON E' RESPONSABILE SOLO SE IL COMPORTAMENTO DEL LAVORATORE E' ABNORME E IMPREVEDIBILE RISPETTO ALLE DIRETTIVE RICEVUTE

aprile 09, 2014 0 Comments A+ a-



Il datore di lavoro è responsabile dell'infortunio occorso al lavoratore sia nell'ipotesi di mancata o carente applicazione di tutte le misure di sicurezza idonee, sia nell'iotesi in cui non abbia vigilato in merito all'effettiva applicazione delle medesime da parte dei dipendenti. Può essere esonerato da responsabilità esclusivamente se il lavoratore ha posto in essere una condotta caratterizzata da abnormità e imprevedibilità rispetto al procedimento lavorativo e alle direttive ricevute

Vita dura per i datori di lavoro: in caso di infortunio sul lavoro, sono tenuti a risarcire i danni subìti dal dipendente nei seguenti casi:


  • Mancanza o carente applicazione di tutte le misure di sicurezza idonee e specifiche rispetto alla prestazione lavorativa che devono svolgere i dipendenti;
  • Omessa vigilanza in merito all'effettiva applicazione delle misure di sicurezza da parte dei lavoratori.
 
La responsabilità del datore di lavoro non è esclusa neanche nell'ipotesi di concorso di colpa da parte del lavoratore. 


Più nello specifico, un comportamento avventato e imprudente da parte del lavoratore non vale ad escludere la responsabilità del datore di lavoro, allorquando si integra nel contesto dell'attività svolta secondo le direttive ricevute da quest'ultimo.

Quanto sopra descritto è confermato dalla giurisprudenza - di merito e di legittimità - pressochè costante (cfr., ex multis, Cass. sez. IV, 24 settembre 1996, n. 8676, Ie.; 5 febbraio 1997, n. 952, M).

Recentemente si è pronunciato in questo senso il Tribunale di Campobasso - Sez. Lavoro -, con la sentenza n. 379 del 10.12.2013.

Il caso concreto che ha dato origine alla controversia giudiziale è il seguente: Tizio era salito ad un'altezza di 4 metri su una scala telescopica allo scopo di potare un albero; ad un certo punto, era caduto.

La circostanza sopra citata non è stata oggetto di articolazione di prova da parte di nessuna delle parti in causa.

Tuttavia, in merito alle cause della caduta del lavoratore infortunato le tesi prospettate dalle parti sono state differenti:

- Il ricorrente ha sostenuto che il datore di lavoro non gli aveva fornito una cintura di sicurezza;
- La ditta resistente ha sostenuto che la causa della caduta del lavoratore infortunato è da ricondursi a un gesto maldestro e improvviso, ovvero a una condotta imprudente di quest'ultimo.

Il Giudice del lavoro, nella sentenza che si commenta, ha ritenuto responsabile dell'infortunio subìto dal lavoratore la ditta datrice di lavoro.

Come confermato da pressochè costante giurisprudenza di legittimità, le norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro "tese ad impedire l'insorgenza di situazioni pericolose....sono dirette a tutelare il lavoratore non solo dagli incidenti derivanti dalla sua disattenzione, ma anche da quelli ascrivibili ad imperizia, negligenza ed imprudenza dello stesso: ne consegue che il datore di lavoro è sempre responsabile dell'infortunio occorso al lavoratore, sia quando ometta di adottare le idonee misure protettive, sia quando non accerti e vigili che di queste misure venga fatto effettivamente uso da parte del dipendente, non potendo attribuirsi alcun effetto esimente per l'imprenditore che abbia provocato un infortunio sul lavoro per violazione delle relative prescrizioni l'eventuale concorso di colpa del lavoratore; con l'ulteriore conseguenza che l'imprenditore è esonerato da responsabilità solo quando il comportamento del dipendente presenti i caratteri dell'abnormità, inopinabilità e esorbitanza rispetto al procedimento".

La Suprema Corte ha precisato che "Un comportamento anomalo del lavoratore ....può acquisire valore di causa sopravvenuta, da sola sufficiente a cagionare l'evento, quando esso sia assolutamente estraneo al processo produttivo o alle mansioni attribuite, risolvendosi in un comportamento del tutto imprevedibile; non è invece sufficiente ad escludere la responsabilità dell'imprenditore un comportamento avventato, disattento, imprudente, negligente del lavoratore, posto in essere nel contesto dell'attività lavorativa svolta, in quanto tale condotta, non è affatto eccezionale ed imprevedibile".


La normativa in materia di sicurezza sul lavoro - in particolare, l'art. 2087 cod. civ. - prescrive numerosi oneri a carico del datore di lavoro.

Quest'ultimo, infatti, deve assicurare al lavoratore tutte le apparecchiature, macchinari e dotazioni di sicurezza idonee a preservare l'incolumità fisica di quest'ultimo.

Nel caso di specie, il datore di lavoro avrebbe dovuto fornire al lavoratore infortunato tutte le dotazioni di sicurezza idonee, ovvero una cinghia di sicurezza e una scala adeguata.

Il comportamento del lavoratore - anche se imprudente, negligente, avventato - non vale a esonerare il datore di lavoro da responsabilità (con conseguente condanna al risarcimento dei danni subìti dal primo), allorquando è tenuto "mentre è dedito al lavoro affidatogli". 

Al contrario, il datore di lavoro non è tenuto al risarcimento dei danni subìti dal proprio dipendente in occasione dell'infortunio sul lavoro nei casi in cui quest'ultimo, di propria iniziativa, svolge un'attività dversa da quella cui è tenuto; in sostanza, allorquando il lavoratore esorbita "... rispetto al procedimento di lavoro che gli è proprio e qui, per avventatezza, negligenza, disattenzione, si provochi delle lesioni o addirittura determini la propria morte".(Vedi in proposito, ex multis, Cass. sez. IV, 24 settembre 1996, n. 8676, Ie.; 5 febbraio 1997, n. 952, M).

Più in particolare, secondo i Giudici con l'ermellino, la responsabilità del datore di lavoro è esclusa quando il comportamento del lavoratore infortunato è stato "... assolutamente estraneo al processo produttivo o alle mansioni attribuite al lavoratore". 

Alla luce di queste motivazioni, il Tribunale di Capombasso, Sez. Lavoro, ha accolto la domanda del ricorrente (il lavoratore infortunato), e condannato la società resistente al risarcimento dei danni in favore del medesimo, nonchè al pagamento delle spese di lite. 

Roma, 09.04.2014

Avv. Daniela Conte

Studio Legale Avv. Daniela Conte & Partners 


RIPRODUZIONE RISERVATA

Per consulenze professionali (anche personalizzate) e assistenza legale, fiscale, tecnica, ecc. in materia di risarcimento danni e controversie condominiali, contattare i professionisti membri dello Studio Legale Avv. Daniela Conte & Partners al seguente indirizzo email: avvdanielaconte@newsgiustizia.org.   
- See more at: http://www.news-giustizia.org/#sthash.egCOlxrT.dpuf

Per consulenze professionali (anche personalizzate) e assistenza legale, fiscale, tecnica, ecc. in materia di risarcimento danni e controversie condominiali, contattare i professionisti membri dello Studio Legale Avv. Daniela Conte & Partners al seguente indirizzo email: avvdanielaconte@newsgiustizia.org.    - See more at: http://www.news-giustizia.org/#sthash.egCOlxrT.dpuf
Per consulenze professionali (anche personalizzate) e assistenza legale, fiscale, tecnica, ecc. in materia di risarcimento danni e controversie condominiali, contattare i professionisti membri dello Studio Legale Avv. Daniela Conte & Partners al seguente indirizzo email: avvdanielaconte@newsgiustizia.org.   
- See more at: http://www.news-giustizia.org/#sthash.egCOlxrT.dpuf


Per consulenze professionali (anche personalizzate) e assistenza legale, fiscale, tecnica, ecc. in materia di risarcimento danni e infortuni sul lavoro, contattare i professionisti membri dello Studio Legale Avv. Daniela Conte & Partners al seguente indirizzo email: avvdanielaconte@news-giustizia.org.