Mantenimento del figlio naturale: il genitore che ha contribuito in via esclusiva ha azione di regresso nei confronti degli eredi dell'altro genitore

ottobre 27, 2012 0 Comments A+ a-



Se un genitore ha contribuito in via esclusiva al mantenimento del figlio naturale, ha azione di regresso nei confronti degli eredi dell'altro genitore per i debiti di quest'ultimo, che sono da considerare debiti ereditari

L'art. 752 del codice civile disciplina la fattispecie della ripartizione dei debiti ereditari tra coeredi.

La norma codicistica stabilisce, infatti, che "I coeredi contribuiscono tra loro al pagamento dei debiti e pesi ereditari in proporzione delle loro quote ereditarie, salvo che il testatore abbia altrimenti disposto". 

In sostanza, ciascuno dei coeredi - se citato in giudizio dal creditore - può essere costretto a pagare i debiti del de cuius per intero, salva la possibilità di chiedere agli altri coeredi la restituzione della parte ad essi spettante in base alla quota ereditaria. 

Sul punto, tuttavia, è intervenuta la Corte di Cassazione, la quale - con la sentenza n. 15592 del 12 luglio 2007 - ha precisato che il coerede citato in giudizio dal creditore per il pagamento di un debito può evitare di dover pagare l'intera somma dichiarando di essere un "coobbligato passivo", entro il limite della propria quota. 

La Corte d'Appello di Roma - con la sentenza n. 4207 del 11.09.2012, che qui si commenta - ha affrontato il caso specifico del pagamento dei debiti ereditari costituiti dal contributo al mantenimento del figlio naturale, contratti in vita dal de cuius

Nel caso di specie, il genitore che aveva contribuito in via esclusiva al mantenimento del figlio naturale agisce in giudizio nei confronti degli eredi di quest'ultimo per ottenere la condanna al pagamento del debito pecuniario contratto dal defunto genitore. 

La Corte d'Appello ha osservato che " si tratta di un debito ereditario ex art. 752 c.c., già esistente in capo al de cuius al momento della sua morte. Tale debito, inoltre, si trasmette agli eredi senza che sussista alcun limite in tal senso per una asserita natura personale del debito gravante sul genitore naturale; la regola generale, infatti, è quella della trasmissibilità dei debiti e l'eventuale eccezione a detta regola deve basarsi su un preciso disposto normativo ". 

Nulla da fare, dunque, per gli eredi del defunto genitore naturale debitore: dovranno rassegnarsi a pagare i debiti pecuniari del loro congiunto. 


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Figli naturali equiparati a quelli legittimi: finalmente in dirittura di arrivo il nuovo progetto di legge?

ottobre 14, 2012 0 Comments A+ a-

Figli naturali equiparati ai figli legittimi
Il disegno di legge n. 2805 - che prevede, tra le altre cose, l'equiparazione dei figli naturali ai figli legittimi, anche ai fini successori - sembra finalmente essere arrivato alla fase finale. Secondo i "rumours" dovrebbe essere definitivamente approvato entro la fine del mese di ottobre e - se non subisce ulteriori modifiche - diventare legge

A parere di chi scrive, che un figlio sia naturale (ovvero frutto di una convivenza, di un adulterio, ecc.) o legittimo (nato da una coppia regolarmente sposata), la sostanza non cambia. 

Si tratta sempre di un figlio, al quale devono essere riconosciuti per legge determinati diritti. 

E', pertanto, assolutamente inspiegabile (o forse non troppo, in realtà) che un disegno di legge - con il quale si equipara esplicitamente i figli naturali a quelli legittimi - abbia un iter parlamentare così lungo e tortuoso. 

Sto parlando del "famigerato" disegno di legge n. 2805, che - stando a quello che si legge su internet - dovrebbe essere definitivamente approvato entro la fine del mese di ottobre del 2012. 

Cosa prevede questo progetto di legge? 

Aria di grande rinnovamento per la disciplina del Condominio

ottobre 06, 2012 0 Comments A+ a-



Approvato dalla Camera il disegno di legge di riforma della normativa condominiale. Tra le principali novità, obbligo di formazione per l'amministratore e sottoscrizione di polizza per la R.C.  - se richiesto dai condomini -, nuove maggioranze assembleari, sito internet e conto corrente condominiale 

La scorsa settimana la Camera ha approvato il disegno di legge che si propone di rinnovare, con una boccata d'aria fresca, l'obsoleta disciplina del Condominio, ancora oggi disciplinata dal testo originario del codice civile risalente al 1942.

Vediamo quali sono le novità più importanti di questo disegno di legge, che dovrebbe essere promulgato a breve.

Parti comuni dell'edificio 

E' stato modificato l'art. 1117 cod. civ., facendo rientrare tra le parti comuni dell'edificio anche i sottotetti, i pilastri e le travi portanti.

Sono stati, poi, introdotti nel codice civile:
  • L'art. 1117 - bis, a norma del quale " le disposizioni del presente capo si applicano, in quanto compatibili, in tutti i casi in cui più unità immobiliari o più edifici ovvero più condominii di unità immobiliari o di edifici abbiano parti comuni ai sensi dell'art. 1117";
  • L'art. 117 - ter, a norma del quale " In caso di attività che incidono negativamente e in modo sostanziale sulle destinazioni d'uso delle parti comuni, l'amministratore o i condomini, anche singolarmente, possono diffidare l'esecutore e possono chiedere la convocazione dell'assemblea per far cessare la violazione, anche mediante azioni giudiziarie. L'assemblea delibera in merito alla cessazione di tali attività con la maggioranza prevista dall'art. 1136, secondo comma ";
  • L' art. 1117-quater. -- (Tutela delle destinazioni d'uso). -- In caso di attività che incidono negativamente e in modo sostanziale sulle destinazioni d'uso delle parti comuni, l'amministratore o i condomini, anche singolarmente, possono diffidare l'esecutore e possono chiedere la convocazione dell'assemblea per far cessare la violazione, anche mediante azioni giudiziarie. L'assemblea delibera in merito alla cessazione di tali attività con la maggioranza prevista dal secondo comma dell'articolo 1136».
Ancora, ecco il testo del nuovo art. 1119 cod. civ.: "Art. 1119. – (Indivisibilità). – Le parti comuni dell’edificio non sono soggette a divisione, a meno che le stesse siano state sottratte con delibera unanime all’uso comune, rispettando la destinazione e senza pregiudicare il valore delle unità immobiliari".

Infine, cambiano le maggioranze assembleari per l'approvazione di interventi che comportano innovazioni all'edificio condominiale.

Il Comitato Taranto Futura denuncia i vertici dell'Ilva per genocidio davanti al Tribunale dell'Aja

ottobre 01, 2012 0 Comments A+ a-

Lo stabilimento dell'Ilva di Taranto 
Il Comitato Taranto Futura ha presentato denuncia nei confronti dei vertici dello stabilimento Ilva di Taranto per genocidio e crimini contro l'umanità. Sotto accusa l'inquinamento prodotto e i mancati controlli delle istituzioni 

Si torna a parlare dello stabilimento Ilva di Taranto, ultimamente alla ribalta su tutti i quotidiani a causa dell'inquinamento prodotto e dei gravi danni alla salute da quest'ultimo causati. 

Questa volta tocca al Comitato Taranto Futura, che ha denunciato i vertici dello stabilimento davanti al Tribunale dell'Aja per la violazione degli artt. 5, 6 e 7 dello Statuto della Corte Penale Internazionale, per i reati di genocidio e crimini contro l'umanità. 

Come ha spiegato il legale del comitato, la denuncia è nata a seguito dei risultati degli accertamenti effettuati dai periti nell'ambito del processo per disastro ambientale promosso nei confronti dei dirigenti dell'Ilva

Si contestano, in particolare, l'inquinamento prodotto dallo stabilimento siderurgico e i mancati controlli da parte delle istituzioni. 

Sarà interessante, a questo punto, leggere la decisione del Tribunale dell'Aja, che potrebbe anche essere di aiuto per "sbloccare" in senso positivo la situazione.  

Roma, 01.10.2012 

Avv. Daniela Conte 




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