Denunciata persona che fa foto alla stazione di Roma - Lido: è vietato da un regio decreto del 1941

agosto 30, 2012 3 Comments A+ a-

Ferrovia di Roma - Lido
L'Atac ha denunciato un avvocato che faceva foto alle scale mobili e all'ascensore. Un regio decreto del 1941 - ancora in vigore -, infatti, vieta di fare foto a scopo divulgativo a particolari costruttivi, piani caricatori, stato di efficienza, ecc. delle stazioni ferroviarie. Lo stesso avvocato ha recentemente denunciato un disservizio ai danni di una vecchia disabile, ma è stato smentito dall'Atac, che si riserva di agire in giudizio per i danni all'immagine causati da ingiusto allarme sociale

Una guardia giurata in servizio presso la stazione Casal Bernocchi della Ferrovia Roma - Lido ha sorpreso una persona mentre faceva foto con il cellulare alle scale mobili e all'ascensore della stazione. 

In proposito vige un divieto stabilito dal Regio Decreto n. 1161 del 1941 - ancora in vigore -, dal titolo "Norme relative al segreto militare". 

In particolare, nel caso di specie vi sarebbe violazione dell'art. 5 dell'allegato al Decreto sopra citato - dal titolo " Elenco delle materie di carattere militare, o comunque concernenti l'efficienza bellica del paese, di cui nell'interesse della sicurezza dello Stato deve intendersi vietata la divulgazione di notizie " -, a norma del quale è vietata la divulgazione di " Impianti ferroviari militari o di interesse militare; organizzazioni ferroviarie nelle zone prossime alla frontiera o alla costa; linee ferroviarie di grande traffico (stato di efficienza, particolari costruttivi, opere d'arte, impianti di stazione e di blocco, piani caricatori, mezzi di esercizio, frequenze massime dei treni); centri e nodi ferroviari, raccordi con stabilimenti di produzione, con depositi o magazzini militari o d'interesse militare; fonti di energia per il funzionamento delle ferrovie (scorte combustibili solidi e liquidi, centrali elettriche, sottostazioni di trasformazione, condutture di alimentazione). Nuove costruzioni, miglioramenti, ampliamenti, modificazioni a linee ferroviarie di interesse militare. Officine di costruzioni ferroviarie; loro attrezzatura e produzione; dotazioni di materiale rotabile; depositi di materiali vari ferroviari. Consistenza del materiale automobilistico in distribuzione ad enti militari; specie, efficienza ed ubicazione dei magazzini destinati a ricoverarlo; capacità rispettiva. Teleferiche militari o d'interesse militare. Impianti portuali d'interesse militare, organizzazione delle linee di navigazione marittima o aerea in relazione alle esigenze militari; organizzazione dei trasporti automobilistici d'interesse militare ".

Tornando al nostro caso, la persona fermata si è rivelata essere un avvocato, lo stesso che qualche giorno fa aveva denunciato un disservizio patito da una propria assistita - una disabile "sola e sulla sedia a rotelle" -, che sarebbe rimasta bloccata dalla disattivazione delle scale mobili. 

In realtà, le indagini effettuate dall'Atac hanno consentito di appurare che non vi è stato alcun disservizio, che l'anziana in questione non è sulla sedia a rotelle ma con un bastone e un tutore alla gamba. La smentita è arrivata dalla guardia giurata in servizio nella stazione, che non ha notato nessuna donna anziana in difficoltà. 

In questi casi, peraltro, la guardia giurata - in assenza dell'operatore di stazione - ha l'obbligo di fare la segnalazione alla sala operativa dell' Atac, che deve inviare personale tecnico sul posto allo scopo di risolvere il problema.

Si aggiunge che l'azienda di trasporti romana ha dato il via ai test per giungere alla completa remotizzazione del sistema di controllo degli impianti di traslazione (come le scale mobili), in modo da consentire - in caso di blocco - la loro riattivazione anche in assenza di un operatore. L'operazione dovrebbe concludersi entro il mese di settembre del 2012.

Infine, l'Atac ha annunciato che ricorrerà in giudizio per il risarcimento danni (diffamazione, danni all'immagine) contro chiunque si renda responsabile di ingiustificato allarme sociale divulgando notizie false. 

Fonte: occhioche.it

Roma, 30 agosto 2012 

Avv. Daniela Conte 

Studio Legale Avv. Daniela Conte & Partners

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Decreto Sanità: tabacco solo a maggiorenni,tassa su bibite e superalcolici e certificato di medico sportivo per la palestra

agosto 27, 2012 0 Comments A+ a-

Il Ministro della Salute Renato Balduzzi 
Pronto il nuovo "decreto sanità", predisposto dal Ministro Renato Balduzzi. Tra le novità, multa salata per chi vende il tabacco ai minorenni, tassa per i produttori di bibite analcoliche e superalcolici (per ogni cento litri), video poker lontani da scuole e ospedali. Altra importante novità: chi si iscrive in palestra dovrà esibire un certificato medico di "sana e robusta costituzione" rilasciato da un medico sportivo. Non sarà più sufficiente il certificato del medico di famiglia

Il nuovo "decreto sanità" è pronto: il Ministro della Salute Renato Balduzzi ha confermato la bozza del provvedimento legislativo che sarà presentato al prossimo Consiglio dei Ministri

Si segnalano, in sintesi, le novità più salienti: 
  • Tasse su bibite e superalcolici. Viene introdotta una tassa su bibite analcoliche e superalcolici. In particolare, il testo della bozza di provvedimento stabilisce che "è introdotto per tre anni un contributo straordinario a carico dei produttori di bevande analcoliche con zuccheri aggiunti e con edulcoranti, in ragione di 7,16 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato, nonché a carico di produttori di superalcolici in ragione di 50 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato". Il denaro ricavato con questa nuova tassa sarà destinato "al finanziamento dell'adeguamento dei livelli essenziali di assistenza".
  • Multa per la vendita di tabacco ai minorenni. La bozza prevede per i rivenditori di tabacco " l'obbligo di chiedere all'acquirente, all'atto dell'acquisto, l'esibizione di un documento di identità, tranne nei casi in cui la maggiore età dell'acquirente sia manifesta ". In caso di vendita di tabacco ai minorenni, il rivenditore dovrà pagare una multa da € 250,00 ad € 1.0000,00, che diventeranno € 2.000,00 in caso di recidiva. Ma non è finita. Il testo prevede, ancora, che - nel termine di 18 mesi dall'entrata in vigore del decreto - "i distributori automatici per la vendita al pubblico di prodotti del tabacco (...) devono essere dotati di un sistema automatico di rilevamento dell'età anagrafica dell'acquirente. Sono considerati idonei i sistemi di lettura automatica dei documenti anagrafici rilasciati dalla Pubblica amministrazione". 
  • Video poker lontano da scuole, ospedali e luoghi di culto. In proposito la bozza del "decreto sanità" stabilisce che "Gli apparecchi idonei al gioco d'azzardo non possono essere installati all'interno ovvero in un raggio di 500 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale, luoghi di culto. Ulteriori limitazioni possono essere stabilite con decreto del ministero dell'interno, di concerto con il ministero dell'economia e delle finanze e con il ministero della salute". L'intenzione è quella di combattere la dipendenza dal gioco d'azzardo, sempre più diffusa soprattutto tra i giovani.
  • Elenco delle malattie rare. Vengono aggiornati i livelli di assistenza, in particolare per le "persone affette da malattie croniche, da malattie rare, nonché da dipendenza da gioco d'azzardo patologico... al fine di assicurare il bisogno di salute, l'equità nell'accesso all'assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze". 
  • Certificato del medico sportivo per l'iscrizione in palestra. Infine, novità prevista dalla bozza del "decreto sanità" è quella della necessità, per l'iscrizione in palestra, di un certificato di "sana e robusta costituzione" più dettagliato rilasciato da un medico sportivo (indubbiamente più esperto nel settore). Non sarà più valido, pertanto, il certificato rilasciato dal medico di famiglia.  
Appunto del 28 agosto 2012: in merito alla misura sopra indicata sono sorte polemiche tra i medici sportivi (favorevoli) e i medici di base (contrari). Nella serata di ieri, pertanto, il Ministro Balduzzi è intervenuto spiegando che si tratta soltanto di una proposta (che, come tale, sarà discussa e modificata) e precisando addirittura che si tratta di un refuso che non comparirà nella versione definitiva del provvedimento. L'intenzione è quella di invitare i medici di base ad una visita più approfondita del paziente, in particolare prevedendo la visita cardiologica (che attualmente, in molti casi, non viene effettuata), vista la maggiore incidenza delle patologie cardiache nei casi di morte di atleti, anche molto giovani.
FONTE: repubblica.it.

Roma, 27 agosto 2012
Modificato il 28 agosto 2012
Avv. Daniela Conte 

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Testamento pubblico privo dell'ora di sottoscrizione? Non è nullo, ma annullabile

agosto 27, 2012 0 Comments A+ a-

Il testamento pubblico privo dell'ora della sottoscrizione è soltanto annullabile
Se nel testamento pubblico (testamento olografo) manca l'ora della sottoscrizione, il documento può essere annullato da chiunque vi abbia interesse. Per la Corte di Cassazione si tratta di un vizio di forma che non rientra tra i casi di nullità previsti espressamente dall'art. 606 del codice civile (dal titolo "Nullità del testamento per difetto di forma")

Tizia cita in giudizio la madre Caia, la sorella Sempronia e il marito di quest'ultima Mevio per sentire dichiarare la nullità del testamento pubblico (c.d. testamento olografo) del padre, poichè redatto senza la presenza di 4 testimoni e, altresì, privo dell'ora della sottoscrizione.

In primo grado il Tribunale annullava il testamento olografo

La Corte d'Appello, presso la quale Tizia impugnava la decisione di primo grado, confermava quest'ultima. 

Tizia, allora, ricorre in Cassazione. 

La Suprema Corte precisa che l'art. 603, 3^ comma, del codice civile stabilisce che "Il testamento deve indicare il luogo, la data del ricevimento e l'ora della sottoscrizione, ed essere sottoscritto dal testatore, dai testimoni e dal notaio".  

A sua volta, l'art. 606 del codice civile stabilisce che "Il testamento è nullo quando manca l’autografia o la sottoscrizione nel caso di testamento olografo, ovvero manca la redazione per iscritto, da parte del notaio, delle dichiarazioni del testatore o la sottoscrizione dell’uno o dell’altro, nel caso di testamento per atto di notaio. Per ogni altro difetto di forma il testamento può essere annullato su istanza di chiunque vi ha interesse. L’ azione di annullamento si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie". 

Pertanto, alla luce delle norme del codice civile sopra richiamate, i Giudici con l'ermellino osservano che la mancanza dell'ora della sottoscrizione del testamento olografo non rientra tra i casi di nullità previsti dall'art. 606 del codice civile sopra citato ma, in virtù dell'elencazione di cui al disposto dell'art. 603, 3^ comma, del codice civile cit., possono essere oggetto dell' azione di annullamento da parte di chiunque vi abbia interesse - che si prescrive nel termine di 5 anni dalla data di esecuzione del testamento medesimo -. 

I Giudici aggiungono che il testamento olografo è un negozio dalla forma solenne, la cui funzione è quella di garantire " la genuinità, la serietà e la ponderatezza dell'atto, data la sua importanza sul piano sociale, cosicchè non è consentito valutare come irrilevante, ai fini della validità del testamento, la mancanza di uno o più degli elementi costitutivi dei diversi tipi di testamento previsti dall'ordinamento in quanto ritenuta non incidente sull'effettiva volontà del testatore, sovrapponendo così al dato legislativo un criterio sostanzialistico inevitabilmente arbitrario ". 

Alla luce di quanto sopra detto, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8366 depositata il 25 maggio 2012, ha cassato la sentenza di secondo grado, rinviando ad un'altra sezione della Corte d'Appello. 

Roma, 27 agosto 2012 

Avv. Daniela Conte 

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Samsung: ricorso contro la decisione del Tribunale della California. Per la decisione della giuria, importante una mail di Google

agosto 27, 2012 0 Comments A+ a-

Samsung Galaxy S3
Come previsto, la Samsung ha annunciato il ricorso contro la decisione del Tribunale della California, che ha condannato la società di Seul al pagamento della somma di 1,05 miliardi di dollari alla Apple per la violazione di alcuni brevetti. Intanto, il capo della giuria del Tribunale di San Josè, intervistato, ha dichiarato che sulla decisione ha pesato una email inviata nel 2010 a Samsung da Google Inc. 

Negli ultimi giorni, la decisione del Tribunale della California per la causa Apple vs. Samsung - il cui oggetto era la reciproca richiesta di risarcimento danni per violazione di brevetti e copyright - ha riempito le pagine dei giornali. 

Secondo il verdetto della giuria, Samsung è colpevole di avere violato brevetti di iphone e ipad di proprietà di Apple

Per questi motivi, la Samsung è stata condannata a pagare alla Apple, a titolo di risarcimento danni, la somma di 1,05 miliardi di dollari. 

Velvin Hogan - capo della giuria del Tribunale di San Josè -, intervistato, ha dichiarato che per la decisione è stata determinante una email del 2010 di Google - che produce Android, il sistema operativo degli smartphone della Samsung -, nella quale la società di Mountain View invitava la società di Seul a modificare il design dei propri prodotti, ritenuti troppo simili a quelli di Apple

Il Tribunale di San Josè in California 
La decisione del Tribunale di San Josè è ben diversa da quella del Tribunale di Seul di pochi giorni fa, della quale ho parlato nell'articolo "In Corea la causa Apple vs. Samsung finisce 1-1: vietata la vendita di iphone4 e Samsung Galaxy S2".

In ogni caso, il portavoce della Samsung Electronics ha annunciato che la società presenterà ricorso contro la decisione del Tribunale della California

Infine, è di questi giorni la notizia che la Apple starebbe valutando di intentare una causa nei confronti di Google Inc. La società di Cupertino prende di mira il famoso dispositivo Android

Lo stand di Android al MWC 2012
Ma Google si è già detta sicura che il famoso dispositivo di loro proprietà non corre rischi, perchè non ci sono brevetti legati al sistema operativo.

In ogni caso, la guerra tra colossi della tecnologia è cominciata... 

Roma, 27 agosto 2012 

Avvocato Daniela Conte 

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L'espressione "architetto del c..." utilizzata gratuitamente nel corso di un'assemblea condominiale integra il reato di ingiuria

agosto 27, 2012 0 Comments A+ a-

Aula della Corte di Cassazione

Un condomino che "apostrofa"  gratuitamente una persona con espressioni quali "mafioso" e "architetto del c...."  - senza avere preventivamente cercato di dialogare con quest'ultima allo scopo di preservarne la dignità - nel corso di un'assemblea condominiale è legittimamente riconosciuto colpevole del reato di ingiuria

Assemblea condominiale, "croce e delizia" per condomini, amministratori di condominio e per noi avvocati che ci occupiamo delle controversie condominiali. 

E' simile ad una "arena", un luogo dove molte volte si discute anche per sfogarsi, per una sorta di "rivalsa" nei confronti di altri condomini o per lenire i propri malumori. 

A volte, proprio per questo, ci si lascia andare - per fortuna soprattutto verbalmente - e si usano espressioni assolutamente gratuite ed offensive, che possono avere conseguenze anche penali (come è accaduto nel caso oggetto della sentenza che vado a commentare). 

Nel corso di du distinte assemblee condominiali, Tizio - di professione architetto - insiste circa la necessità di fare lavori nel condominio

Assemblea di condominio
Caio, condomino, non è d'accordo e - gratuitamente - inizia a rivolgersi a Tizio con espressioni quali "mafioso" e "architetto del c....", oltre ad apostrofarlo accusandolo di lavorare evadendo gli obblighi fiscali. 

Denunciato da Caio per il reato di ingiuria, Tizio viene riconosciuto colpevole del reato e condannato - in primo e secondo grado - al risarcimento danni nei confronti di Caio. 

Tizio presenta ricorso presso la Corte di Cassazione, deducendo che - nel caso di specie - ricorreva una causa di non punibilità perchè le espressioni da lui utilizzate erano frutto di un giusto scatto d'ira nei confronti di Caio che (pur non essendo condomino) durante l'assemblea condominiale si era ingiustamente intromesso nella questione riguardante i lavori condominiali eventualmente da effettuare. 

La Corte di legittimità osserva che - nella fattispecie de quo - Caio (persona offesa costituita parte civile nel procedimento) era stato oggetto di espressioni palesemente ingiuriose - e, come tali, integranti il reato previsto dal codice penale - soltanto per avere insistito, nel corso dell'assemblea condominiale, sulla necessità di effettuare lavori non graditi dall'imputato. 

Per quanto riguarda, poi, l'espressione "architetto del c...." rivolta da Tizio a Caio in un secondo episodio, si tratta di frase ingiuriosa rivolta gratuitamente nei confronti di quest'ultimo, senza tentare di relazionarsi con il medesimo allo scopo di preservare la sua dignità. 

Per tutte queste ragioni, pertanto, la Corte di Cassazione - 5^ Sez. penale - con la sentenza n. 33221 depositata in data 23 agosto 2012 ha confermato la sentenza del giudizio di merito, condannando Tizio al pagamento delle spese del procedimento, delle spese legali in favore della persona offesa/parte civile e della somma € 1.000,00 alla Cassa delle ammende. 

Roma, 27 agosto 2012 

Avvocato Daniela Conte 

Studio Legale Avv. Daniela Conte & Partners



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I medici promuovono la sigaretta elettronica, ma con riserva. I risultati di uno studio scientifico

agosto 26, 2012 0 Comments A+ a-

La sigaretta elettronica
Uno studio scientifico effettuato da cardiologi su un campione di 22 volontari, ha rivelato che, a differenza della sigaretta tradizionale, la sigaretta elettronica provocherebbe soltanto un lieve aumento della pressione minima. Dunque, nessun danno al cuore. Ma deve essere ancora approfondito lo studio degli effetti collaterali 

Il cardiologo Konstantinos Farsalinos dell'Onassis Cardiac Surgery Center- che si trova in Grecia - ha illustrato i risultati di uno studio sugli effetti della sigaretta elettronica (lanciata sul mercato recentemente), effettuati su un campione di volontari. 

In particolare, è stato fatto un confronto tra: 
  • 20 fumatori volontari sani tra i 25 e i 40 anni, prima e dopo avere fumato una sigaretta tradizionale;
  • 22 volontari tra i 25 e i 40 anni prima e dopo avere aspirato per 7 minuti una sigaretta elettronica.
I risultati sono stati i seguenti:
  • Nei 20 fumatori è stato riscontrato un significativo aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa sia massima che minima;
  • Nei 22 volontari è stato riscontrato soltanto un lieve aumento della pressione minima. 
Analogamente, i risultati dell'elettrocardiogramma cui sono stati sottoposti i volontari sono stati i seguenti:
  • nei fumatori è stata rilevata una significativa alterazione dei parametri che indicano la funzionalità cardiaca;
  • nei volontari convertiti alla sigaretta elettronica non è stata rilevata alcuna significativa alterazione dei medesimi parametri.
Infine, lo studio del liquido contenuto nella sigaretta elettronica da parte di un laboratorio tossicologico indipendente ha rivelato la mancata presenza di alcuni dei veleni contenuti nella sigaretta tradizionale, come le nitrosamine e gli idrocarburi aromatici policlinici.

Dunque, la sigaretta elettronica non fa male al cuore? 

Il cardiologo Konstantinos Farsalinos ha dichiarato che "Servono altri studi prima di dire che si tratta di un prodotto rivoluzionario. Tuttavia, in base ai dati ad oggi disponibili, la sigaretta elettronica si può considerare un'alternativa al tabacco molto meno pericolosa e potenzialmente utile alla salute".

Tuttavia, i cardiologi avvertono: "la sigaretta elettronica è un buon metodo per smettere di fumare, ma meglio utilizzare aromi senza nicotina perché non esistono ancora studi approfonditi".

In sostanza, prima di avere certezze sull'assenza di danni collaterali per l'uso di sigarette elettroniche, meglio attendere studi più approfonditi....

Video su Corriere.it 



Video di Youtube contenente un'introduzione alla sigaretta elettronica



Fonte: corriere.it

Roma, 26 agosto 2012 

Avv. Daniela Conte 

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Magistrato in pensione danneggia, rigandola, l'auto di un avvocato: denunciato a piede libero

agosto 25, 2012 0 Comments A+ a-

Automobile rigata 
Un magistrato in pensione viene scoperto dalle videocamere installate dai carabinieri mentre riga l'automobile di un avvocato affetto da handicap, parcheggiata nel posto per invalidi. Denunciato a piede libero, si stanno cercando le motivazioni dell'azione di danneggiamento

Un avvocato fiorentino, affetto da handicap, parcheggia la propria auto nel posto per invalidi in una calda sera di questo agosto del 2012 e va a dormire. 

Il giorno successivo, nota sulla carrozzeria del veicolo numerosi "graffi". 

Inizialmente non riesce a comprendere chi possa essere stato l'autore di questo gesto, ma poi fa delle indagini. 

Installa alcune telecamere e scopre, non senza grande sorpresa, che a graffiare l'autovettura è un magistrato conosciuto in occasione di lavoro, attualmente in pensione. 

Denuncia il magistrato, ma le sue riprese non sono considerate delle prove inconfutabili. 

I carabinieri, allora, si appostano con un furgone nelle vicinanze dell'auto parcheggiata e notano nuovamente il magistrato mentre graffia il veicolo del malcapitato collega. La scena viene ripresa.

Il danneggiante viene colto in fragranza di reato, gli viene sotratta "l'arma" utilizzata per compiere l'atto delittuoso e denunciato a piede libero. 

I cabinieri stanno cercando di inviduare le ragioni del danneggiamento. 

Roma, 25 agosto 2012 

Avv. Daniela Conte 

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Nuovo progetto di legge del Ministro della Sanità: responsabilità medica solo in caso di dolo o colpa grave

agosto 24, 2012 0 Comments A+ a-

In cantiere nuovo progetto di legge che ridurrà in casi di responsabilità medica

Il Ministro della Sanità ha varato un decreto - che sarà a breve discusso in Consiglio dei Ministri - contenente una mini riforma della sanità. Tra le novità più rilevanti, la riduzione dei casi di colpa medica : i medici saranno imputabili per responsabilità medica solo nei casi di dolo o colpa grave. Prevista anche incentivazione all'esercizio dell'attività medica in network, all'esercizio della libera professione medica. Sancita l'obbligatorietà del fascicolo elettronico

Novità nel settore sanitario: Renato Balduzzi, Ministro della Sanità, ha redatto il testo di un decreto che contiene una vera e propria riforma della sanità. 

Il testo del decreto sarà oggetto di discussione in uno dei prossimi Consigli dei Ministri. 

Tra le novità, si segnala una modifica riguardante la responsabilità medica.


In particolare, il decreto stabilisce che il professionista il quale si atterrà "a protocolli diagnostico-terapeutici, linee guida e buone pratiche" risponderà dei danni provocati al paziente soltanto "nei casi di dolo e colpa grave". 

Viene anche prevista l'istituzione di un fondo di solidarietà costituito e alimentato dai contributi dei professionisti che ne fanno richiesta, oltre che da una partecipazione delle imprese assicuratrici, per un importo massimo del 4% del premio. 

Il fondo di solidarietà sarà destinato per le categorie maggiormente esposte a rischio professionale.

Analogamente, per quanto riguarda i premi assicurativi per la responsabilità professionale, l'importo da pagare aumenterà o diminuirà in base ai danni provocati dal professionista.

Si segnala, poi,l'incentivazione all'esercizio della libera professione medica - secondo quanto prevede il testo del nuovo decreto, le regioni (dopo averne verificato la disponibilità) possono autorizzare le ASL ad acquisire spazi esterni da utilizzare per l'esercizio della libera professione -. 

Ancora, i medici di base (i c.d. medici di famiglia) avranno l'obbligo di aderire ad una o più reti di studi medici (aggregazioni territoriali), allo scopo di assicurare servizi a lungo orario. 

Infine, il decreto sancisce l'obbligatorietà del fascicolo elettronico.

Il fascicolo sanitario elettronico diventerà obbligatorio

Roma, 24 agosto 2012 

Avv. Daniela Conte 

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In Corea la causa Apple vs. Samsung finisce 1-1: vietata la vendita di iphone4 e Samsung Galaxy S2

agosto 24, 2012 0 Comments A+ a-

L'iphone 4s e il Samsung Galaxy S2

In Corea è finita con un "pareggio" la causa tra la Apple e la Samsung per la violazione di alcuni brevetti. Le due società sono state condannate a pagare alla controparte una somma a titolo di risarcimento danni ed è stata vietata la vendita, in Corea del Sud, di alcuni prodotti, tra i quali l'iphone 4s e il Samsung Galaxy S2

La causa presso il Tribunale di Seul - in Corea del Sud - che ha visto contrapposte la Apple e la Samsung per l'accusa reciproca di violazione di alcuni brevetti è finita con una decisione che ha visto la condanna di entrambe le società. 

Più in particolare, la società di Cupertino è stata condannata a pagare la somma di € 28.000,00 alla Samsung per l'utilizzo improprio di due brevetti relativi a tecnologie wireless di quest'ultima; la Samsung, invece, è stata condannata a pagare alla Apple la somma di € 17.000,00 per la violazione della funzione usata per lo scorrimento dei documenti elettronici. 

Il Tribunale di Seul ha, altresì, vietato la commercializzazione in Corea di alcuni prodotti delle sue società parti del procedimento, come l'iphone 4s della Apple e il Samsung Galaxy S II

Sono stati, pertanto, fatti salvi l'iphone 4s (fiore all'occhiello della Apple) e il Samsung Galaxy S III, nuovo prodotto della società coreana. 

La decisione arriva mentre si è in attesa del difficile verdetto del Tribunale di San Josè in California, dinanzi al quale pende un procedimento per risarcimento danni tra la Samsung e la Apple, che si accusano reciprocamente di violazione di brevetti e copyright

La decisione sarà simile a quella coreana o ci sarà la vittoria di una delle due società? A parere del giudice sia la Apple che la Samsung rischiano; pertanto, sarà interessante conoscere la sentenza finale.

Roma, 24 agosto 2012 

Avv. Daniela Conte 

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Mc Donald's e Cartoon Network sul banco degli imputati: violerebbero la privacy dei bimbi

agosto 24, 2012 0 Comments A+ a-

Il sito internet happymeal.com

Mc Donald's, Nickelodeon Tv, Cartoon Network ed altri canali internet e Tv dedicati ai bambini sono stati denunciati da numerose Associazioni per la violazione della privacy dei bambini presso Federal Trade Commission (Agenzia del governo degli Stati Uniti deputata alla tutela dei consumatori e al controllo del rispetto delle regole del commercio). Aggirerebbero il divieto di memorizzare i dati dei bambini (ad esempio, indirizzi email) senza il consenso dei genitori con slogan del tipo "Dillo ad un amico" 

Negii Stati Uniti è in vigore dall'anno 2000 il "Children’s Online Privacy Protection Act", il quale stabilisce che per raccogliere ed utilizzare dati di minori serve il preventivo consenso dei genitori, che deve essere verificato mediante l'invio del permesso firmato a mezzo fax o email

Tuttavia, siti internet come happymeal.com (di proprietà di McDonald's) e ReesesPuffs.com (pubblicizza cereali per bambini per la prima colazione prodotti da General Mills), e canali TV come Cartoon Network (di proprietà della Turner), Nickelodeon Tv (di proprietà di Viacom) riescono a "bypassare" il divieto suggerendo ai piccoli utenti di "invitare" altri "amichetti" (in alcuni casi, fornendo dati e indirizzi email dei piccoli amici). 

Per fare un esempio, sul sito internet ReesesPuffs.com il piccolo visitatore può giocare a fare il DJ con un mixer digitale posto nella home page del sito. In basso a destra, compare la frase "Tell a friend" ("Dillo ad un amico"). Cliccando sulla frase (un link) si apre una finestra dove è scritto: "Avvisa i tuoi amici del nuovo ReesesPuff Dj Tool, riempi i campi qui sotto". Si tratta di un modulo, dove il piccolo visitatore deve indicare il proprio nome e cognome, il proprio indirizzo email e quello dell'amico al quale vuole comunicare la novità. 

Ancora, sul portale di Nickelodeon viene chiesto di registrarsi a Nicktv.it, chiedendo il permesso ai genitori se si è minorenni. Tuttavia, più in basso c'è un link il cui testo è "Se i tuoi genitori sono d’accordo clicca qui". Questo significa che il minore stesso può confermare di avere ricevuto il permesso dei genitori (magari, invece, questi ultimi sono ignari).

Violazione della privacy del minore e strategia per "bypassare" il divieto prescritto dal "Children’s Online Privacy Protection Act" ? Sembrerebbe proprio di si. 

Venti Associazioni, tra cui la Consumer Federation of America e l’American Academy of Child and Adolescent Psychiatry hanno deciso di presentare una denuncia contro McDonald's, Cartoon Network, ecc. per la violazione del Regolamento sopra indicato e della privacy dei minori alla Federal Trade Commission (l'Agenzia del governo degli Stati Uniti che si occupa della tutela dei consumatori e della verifica del rispetto delle regole di commercio).

L'accusa è di ingannare i bambini "chiedendo loro di fornire gli indirizzi mail dei loro compagni di giochi senza il consenso dei genitori".

Gli "imputati" si sono difesi dichiarando di non memorizzare i dati dei piccoli utenti e, in qualche caso, che ai minorenni dei quali è stato indicato l'indirizzo viene inviata una sola email

Il problema è che non vi è alcuna certezza che le cose stiano così e, in ogni caso, anche l'invio di una sola email attesta che i dati sono stati memorizzati e che è stata violata la privacy dei minorenni senza il consenso dei genitori, in violazione di quanto stabilito dal regolamento in vigore negli Stati Uniti.  

E in Europa? Da anni si parla dell'adozione di un Codice di autoregolamentazione per i minori, ma a tutt'oggi si utilizza esclusivamente la legge generale sulla privacy (in Italia è in vigore la L. n. 196/2003). Ci sono state proposte da parte del Ministero delle Comunicazioni e da varie associazioni di internet provider nel 2003, oltre alla proposta di un codice di regolamentazione per i social network da parte dell'Associazione Save the children, ma non sono mai state recepite in via legislativa.

Eppure, alla luce di quanto accade un codice di autoregolamentazione sarebbe proprio necessario e urgente... 

Fonte: ilfattoquotidiano.it

Roma, 24 agosto 2012

Avv. Daniela Conte 

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Accusa di doping, Armstrong rinuncia ad altre cause: chiesta la revoca di tutti i sette Tour vinti

agosto 24, 2012 0 Comments A+ a-

Lance Armstrong 
Il campione di ciclismo Lance Arstrong "getta la spugna" dopo aver perso l'ennesimo ricorso contro l'accusa di doping e annuncia che non intenterà altre cause: l'Usada (Agenzia antidoping) ha chiesto la revoca di tutti i titoli vinti dal campione, inclusi i sette Tour de France dal 1999 al 2005. Non potrà più gareggiare in competizioni ufficiali

Pagina molto triste per lo sport: Lance Armstrong, il campione di ciclismo per sette volte consecutive vincitore del Tour de France (un record), ha deciso di "gettare la spugna" dopo aver perso l'ennesimo giudizio contro l'accusa di doping formulata dall'Usada (Agenzia antidoping). 

Pur proclamandosi innocente, il pluripremiato campione non se la sente più di combattere nelle aule giudiziarie. 

Alla notizia dell'annuncio di Armstrong, il Direttore dell'Usada Travis Tygart ha annunciato la revoca di tutti i titoli vinti dal campione di ciclismo, inclusi i sette Tour de France consecutivi dal 1999 al 2005 (un vero e proprio record). 

L'accusa nei confronti di Lance Armstrong è pesante: uso di sostanze proibite e ricorso ad emotrasfusioni ed altre strategie non legittime allo scopo di continuare a vincere le competizioni ciclistiche. 

Il campione di ciclismo - che ormai da tempo corre con la mountain bike - sarà anche escluso per sempre dalle competizioni ufficiali. 

Si tratta della sanzione più pesante mai inflitta ad uno sportivo a causa del doping

Armstrong ha annunciato la sua decisione sul suo sito internet, dichiarando "C'è un momento nella vita di ogni uomo in cui si dice 'quando è troppo è troppo'. Per me questo momento è arrivato. Oggi volto pagina".

Come si ricorderà, il campione di ciclismo ha anche avuto una vicenda personale travagliata, avendo vinto la battaglia contro un cancro anni fa. 

Se la decisione della revoca dei Tour de France diventerà esecutiva (in questo caso il titolo verrebbe assegnato al secondo arrivato), ci sarà uno stravolgimento dell'Albo d'oro dei Tour, e il nostro Ivan Basso potrebbe vincere il titolo per il Tour de France del 2005 (era arrivato secondo). 

Non resta che augurare un grande in bocca al lupo a Lance Armstrong, per la sua carriera futura ma, soprattutto, per la sua vita. 

Roma, 24 agosto 2012 

Avv. Daniela Conte 

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Medico di Padova rifiuta trapianto di cuore a paziente in pericolo di vita perchè romeno

agosto 23, 2012 0 Comments A+ a-

Una sala operatoria 


Il cardiochirurgo padovano chiamato in un'ospedale di Mestre ha rifiutato di eseguire un trapianto di cuore su un paziente - tenuto in vita dalle macchine - perchè di nazionalità rumena. Le motivazioni sono state riportate nella cartella clinica. L'uomo è poi stato operato - e salvato - in un'ospedale di Udine

Una storia assurda ma, purtroppo, vera. 

Un marittimo di nazionalità rumena ha un infarto; viene portato presso un'ospedale di Mestre, dove viene tenuto in vita con le macchine e, a seguito degli accertamenti diagnostici, si rende necessario un trapianto di cuore allo scopo di salvare  la vita del paziente. 

Ma il cardiochirurgo padovano chiamato per fare gli accertamenti e trasferire il paziente a Padova , appresa la nazionalità del paziente, nella cartella clinica dà il nulla osta al trasferimento del paziente in Romania affinchè continui le terapie e si metta in lista per il trapianto. La giustificazione è stata che "stando alle indicazioni del Nord Italia Transplant, i cuori degli italiani vanno dati di preferenza agli italiani".

Il problema è che il paziente ha avuto un infarto devastante ed è tenuto in vita dalle macchine. Pertanto, un trasferimento in un luogo così lontano è assolutamente da evitare. In più, ha urgente necessità di un trapianto di cuore

La vicenda ha generato attriti tra l'Ulss 12 di Mestre e l'Ospedale di Padova

In ogni caso, l'equipe dell'Ospedale di Mestre si è messa in contatto con un'ospedale di Udine; un medico si è prontamente recato nellastruttura ospedaliera, ha fatto gli accertamenti, ha constatato l'urgenza del trapianto di cuore e fatto trasferire il paziente in Ospedale di Udine, dove è stato effettuato l'intervento chirurgico e gli è stata salvata la vita. 

E' importante precisare che il cittadino romeno è a tutti gli effetti un cittadino europeo - come tale avente diritto ad avvalersi del Servizio Sanitario Nazionale di tutti i Paesi -. In più, è regolarmente assunto da una società italiana, che ha pagato tutto quanto necessario perchè abbia l'assistenza sanitaria nelle strutture ospedaliere italiane (come stabilito dalla legge). 

A questo punto una domanda sorge spontanea: ma che fine ha fatto il caro, vecchio giuramento di Ippocrate?

Roma, 23 agosto 2012 

Avv. Daniela Conte 

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Sposa non vuole essere sposata dal sindaco del suo comune. Dietro - front e matrimonio in altro comune

agosto 23, 2012 0 Comments A+ a-

Matrimonio civile con sindaco
La sposa non vuole che a celebrare il matrimonio civile sia il sindaco del suo Comune, Fivizzano. Ma il primo cittadino, non avvisato, è presente per celebrare il rito nuziale. Stupore e dietro - front della coppia. Ottenuta l'autorizzazione, si sono sposati in un altro Comune

Sembra una "freddura" di questo caldo agosto, invece è tutto vero. 

Una coppia originaria del Comune di Fivizzano, in provincia di La Spezia, decide di sposarsi con rito civile. Fanno le pubblicazioni, e la sposa chiede espressamente che ad unirla in matrimonio con il fidanzato non sia il sindaco (i motivi sono ignoti). 

Tuttavia, nessuno provvede ad avvisare il primo cittadino. Avuto notizia dell'imminenza del matrimonio, il sindaco indossa la fascia tricolore e si reca nella sala consiliare per celebrare il matrimonio

Quando la coppia entra nella sala, grande è lo stupore nel notare la presenza del sindaco pronto a celebrare il matrimonio. 

I futuri sposi preferiscono, allora, sospendere la cerimonia nuziale; fanno dietro-front e vanno via, dichiarando di volersi sposare in un altro Comune. 

Successivamente, chiedono l'autorizzazione per celebrare il matrimonio nel Comune di Casola

Il Comune di Favizzano concede l'autorizzazione e la coppia ha potuto celebrare il matrimonio civile

Il sindaco di Favizzano ha provveduto a ritirare la delega per celebrare matrimoni all'ufficiale di Stato civile, che - venendo meno al rapporto di fiducia e correttezza - non ha avvertito il primo cittadino della richiesta della coppia che avrebbe dovuto sposarsi con rito civile.

FONTE: ilsecoloxix.it 

Roma, 23 agosto 2012
Avv. Daniela Conte

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Si all'amministrazione di sostegno per la zia tanto innamorata da essere incapace di tutelare i propri interessi

agosto 22, 2012 0 Comments A+ a-

Anche in caso di un'incapacità temporanea può essere opportuna l'amministrazione di sostegno    

L'amministrazione di sostegno può essere opportuna anche nei casi di incapacità temporanea (come l'innamoramento), che comportano la perdita della capacità di curare i propri interessi e fanno compiere atti pregiudizievoli per sè stessi e il proprio patrimonio

La zia facoltosa non più giovane di età incontra il "principe azzurro" e perde la testa. Comincia a sperperare il proprio patrimonio con l'amato, passando da una condizione di ricchezza a quella di povertà senza rendersene conto. 

La nipote assiste alla rovina economica della zia dopo il fidanzamento - l'amato, peraltro, viene imputato per il delitto di circonvenzione di incapace in danno di quest'ultima - e decide di avviare la procedura per l'amministrazione di sostegno

La zia innamorata viene sottoposta a perizia psichiatrica, nel corso della quale emerge che, effettivamente, si trova in una situazione di deficienza psichica che la porta a compiere atti pregiudizievoli per sè stessa. 

La perizia, svolta nel corso del giudizio penale, viene confermata in sede di giudizio civile: l'esaminata è incapace di curare i propri interessi e di percepire gli effetti negativi sul proprio patrimonio degli atti di gestione posti in essere. 

Viene, pertanto, nominato l'amministratore di sostegno

Il provvedimento viene reclamato dalla zia prima in Corte d'Appello e, a seguito di rigetto, in Corte di Cassazione

La Corte di legittimità osserva che " l'amministrazione di sostegno non presuppone necessariamente l'accertamento di una condizione di infermità di mente, ma contempla anche l’ipotesi che sia riscontrata una menomazione fisica o psichica della persona sottoposta ad esame, che determini, pur se in ipotesi temporaneamente o parzialmente, una incapacità nella cura dei propri interessi.
Ed è proprio questa la situazione riscontrata nel caso in esame dalla Corte di Appello, che per l'appunto ha ritenuto che la F. , pur essendo "in possesso di facoltà cognitive solo lievemente compromesse" versasse in una condizione di dipendenza psicologica nei confronti di M..L.S. , in cui favore si era "spogliata di tutti i suoi beni, passando da una situazione di agiatezza ad una di sostanziale povertà" (p. 14)
".

Pertanto, a parere della Suprema Corte correttamente la Corte di merito ha giudicato necessaria la nomina di un amministratore di sostegno a causa dell'ingiustificata influenza sulla medesima da parte dell'amato e dell'esigenza di "neutralizzare gli eventuali effetti pregiudizievoli che si sarebbero potuti determinare".

La perizia psichiatrica ha, infatti evidenziato una vera e propria dipendenza psicologica da parte della zia innamorata, nonchè l'incapacità di percepire gli effetti pregiudizievoli degli atti di gestione del proprio patrimonio compiuti successivamente all'incontro con l'amato - in particolare, il trasferimento a quest'ultimo dei propri beni, che avrebbero lasciato la zia in una situazione di sostanziale povertà -. 

La Corte di Cassazione - Sez. I civile - con la sentenza n. 13917 depositata il 02.08.2012 ha, pertanto, rigettato il ricorso della zia, condannando quest'ultima al pagamento delle spese processuali. 

Roma, 22 agosto 2012 

Avv. Daniela Conte 

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Confermata in appello la squalifica di 10 mesi per l'allenatore Antonio Conte

agosto 22, 2012 0 Comments A+ a-

Antonio Conte, allenatore della Juventus
La Corte di Giustizia federale ha confermato la decisione di primo grado: 10 mesi di squalifica per l'allenatore della Juventus Antonio Conte. Confermata l'assoluzione di Pepe, Bonucci, Belmonte, Salvatore Masiello, Di Vaio. Rigettato il ricorso del Lecce, accolto il ricorso del Grosseto. Sconto di un punto di penalità per il Novara

Antonio Conte, allenatore della Juventus, non ha certo di che gioire: la Corte di Giustizia federale - presso la quale è stato presentato ricorso in appello contro la decisione di primo grado - ha confermato i 10 mesi di squalifica per l'allenatore bianconero.

La pena è stata inflitta per l'omessa denuncia della "combine" relativamente alle partite di calcio Novara-Siena del 01.05.2011 e Albinoleffe-Siena del 29.05.2011, con l'aggravante della qualifica rivestita (allenatore del Siena).

Si precisa che la Corte di Giustizia federale ha ritenuto non sussistere, in capo ad Antonio Conte, il reato di omessa denuncia. Questo consentirà all'allenatore della Juventus di chiedere la sospensione della pena in attesa del terzo grado di giudizio. 

Analogamente, è stato rigettato il ricorso della Procura per le assoluzioni di Pepe, Bonucci, Belmonte e Salvatore Masiello. Confermate l'assoluzione di Di Vaio e i sei mesi di squalifica per Portanova del Bologna (la società è stata condannata al pagamento di € 30.000,00 a titolo di ammenda per omessa denuncia).

Rigettati anche il ricorso del Lecce - che rimane in Lega Pro - e del calciatore del Siena Emanuele Pesoli - che si era incatenato per protestare contro la qualifica di 3 anni inflittagli -. 

Accolto il ricorso del Grosseto - che in primo grado era stato condannato alla retrocessione dalla Serie B alla Lega Pro -.

Accolto parzialmente anche il ricorso del Novara - che in primo grado era stato condannato a due punti di penalità -: la Corte ha deciso per lo "sconto" di un punto di penalità. 

Oltreall'amarezza, ora ad Antonio Conte rimane un'ultima possibilità: il ricorso al Tnas (Tribunale Nazionale Arbitrale dello Sport) del Coni

Roma, 22 agosto 2012 

Avv. Daniela Conte 

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Guida in stato di ebrezza: patente sospesa anche se il veicolo è un ciclomotore

agosto 22, 2012 0 Comments A+ a-

Guida di ciclomotore in stato di ebrezza: patente sospesa  


La Corte di Cassazione ha precisato che la guida in stato di ebrezza comporta - in caso di patteggiamento della pena - la sospensione della patente di guida anche se il veicolo è un ciclomotore

Tizio si trova alla guida di un ciclomotore tipo Vespa Piaggio 50 cc. in stato di ebrezza. Fermato e sottoposto alla prova per l'etilometro, viene giudicato colpevole del reato previsto dall'art. 186 C.d.S. e, in virtù di patteggiamento, viene applicata dal Tribunale la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida per un anno. 

L'imputato ricorre in Cassazione, deducendo che era alla guida di un motoveicolo per il quale non è previsto il conseguimento della patente di guida. 

I Giudici di legittimità richiamano, preliminarmente, la sentenza Cass. Civ. a S.U. n. 12316 depositata il 29.03.2002, secondo cui "non può essere applicata la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, che discenda per legge da illeciti posti in essere con violazione delle norme sulla circolazione stradale, a chi li abbia commessi conducendo veicoli per la cui guida non sia richiesta alcuna abilitazione o, se richiesta, non sia stata mai conseguita; nè, tanto meno, può essergli precluso, per un periodo corrispondente alla durata della sospensione, il diritto ad ottenerla nel caso in cui non ne sia ancora in possesso".

Tuttavia, precisano poi che la fattispecie oggetto della sentenza sopra richiamata aveva ad oggetto la guida in stato di ebrezza di una bicicletta - che, appunto, non richiede alcuna abilitazione o certificazione di idoneità -. 

Nel caso di specie, invece, Tizio era alla guida di un motoveicolo, per il quale l'art. 116 del C.d.S. richiede - se minori di 14 anni - il possesso obbligatorio di un certificato di idoneità alla guida "rilasciato dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri a seguito di uno specifico corso con prova finale organizzato secondo le modalità di cui all'art. 11 - bis".

Tale obbligo è stato esteso dal legislatore, a partire dal 01.10.2005, a coloro che "compiano la maggiore età a partire dalla medesima data e che non siano titolari di patente di guida" (D.L. n. 151/2003 - convertito in L. n. 214/2003 - e D.L. n. 115/2005, conv. in L. n. 168/2005). 

L'art. 116 - comma 1-quater - C.d.S. stabilisce, poi, che "i requisiti fisici e psichici richiesti per la guida dei ciclomotori sono quelli prescritti per la patente di categoria A, ivi compresa quella speciale". 

Da quanto detto si desume, pertanto, che il certificato di idoneità alla guida è assimilabile alla patente di guida

A tale proposito, la Suprema Corte cita precedenti molto recenti, nei quali ha affermato che la sanzione della sospensione della patente di guida è applicabile a qualsiasi titolo abilitativo alla guida, ivi incluso il certificato di idoneità alla guida di ciclomotori (cfr. Cass. - Sez. Feriale - n. 32806 del 17.08.2011). 

Per i motivi suindicati, la Corte di Cassazione - Sez. IV penale - con la sentenza n. 32439 depositata in data 13.08.2012 ha stabilito che "... la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, prevista quale sanzione amministrativa obbligatoria anche in caso di sentenza di patteggiamento, deve necessariamente avere ad oggetto la patente di guida, in quanto titolo che abilita il soggetto "anche" alla guida del ciclomotore".

Roma, 22 agosto 2012 

Avv. Daniela Conte 

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Facebook: società cinese accusa la società del furto della "Timeline"

agosto 21, 2012 0 Comments A+ a-

La "Timeline" di Facebook



La società cinese Cubic Network - proprietaria di l99.com - accusa Facebook di avere copiato il famoso "diario" (la "Timeline") e ha annunciato l'intenzione di citare in giudizio la società di Mark Zuckerberg, chiedendo il risarcimento dei danni subìti

Nel 2011, all'annuncio del "forzato" cambiamento di tutti i profili sul social network Facebook - con l'introduzione della Timeline, una sorta di "diario" cronologico -, molti di noi (soprattutto chi, come me, già non ama particolarmente il famoso social network) hanno "storto" il naso, vedendo un'ulteriore - e, forse, inutile - complicazione nell'utilizzo del social network

Ebbene, è stata pubblicata la notizia che la società di networking cinese Cubic Network - fondata nel 2008 da Xiong Wanli e proprietaria del sito di condivisione di video e immagini l99.com, simile a Pinterest - ha annunciato l'intenzione di citare in giudizio Mark Zuckerberg e Facebook, a suo dire colpevoli del "furto" dell'applicazione timeline

La famosa applicazione sarebbe stata, infatti, lanciata dalla Cubic Network nel 2008 e messa a disposizione degli utenti del sito l99.com

Xiong Wanli precisa che, successivamente, avrebbe illustrato la Timeline durante una conferenza all'università, alla quale sarebbe stato presente Mark Zuckerberg (ci sarebbe un video come prova). 

Ed ecco che, nel 2011, la Timeline viene annunciata come nuova applicazione per gli utenti di Facebook al f8, convention della società di Palo Alto. Anche il logo Facebook F8 sarebbe molto simile a quello di L99

La Cubic Network avrebbe deciso soltanto adesso di intentare una causa - con probabile richiesta di risarcimento danni - nei confronti di Facebook grazie ai suggerimenti di alcuni avvocati, che avrebbero esaminato la questione. 

Intanto, per la gioia di tutti, sembra che nell'autunno del 2012 la Timeline diverrà obbligatoria per tutti gli utenti di Facebook... 

Roma, 21 agosto 2012 

Avv. Daniela Conte 

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Windjet: segnalate richieste di importi elevati per voli di riprotezione. L'ENAC indaga

agosto 21, 2012 0 Comments A+ a-

Un aereo della Compagnia Windjet
Sono state effettuate numerose segnalazioni all'ENAC da parte di acquirenti di biglietti aerei della Windjet che hanno aderito alle offerte di voli di "riprotezione" da parte di altre Compagnie aeree. L'ENAC indaga

In un post di pocho tempo fa - dal titolo "Fallita la trattativa Windjet/Alitalia: dal 13 agosto voli sospesi. L'ENAC apre l'unità di crisi"- avevo parlato del problema scatenato dalla sospensione dei voli della compagnia aerea italiana Windjet a causa del mancato buon fine delle trattative per l'acquisizione da parte di Alitalia.

In quell'occasione avevo anche accennato all'offerta di voli di "riprotezione" da parte di compagnie aeree - tra le quali Alitalia -, con pagamento di un supplemento massimo dell'importo di € 80,00.

A distanza di pochi giorni sono giunte all'ENAC numerose segnalazioni di viaggiatori ai quali, al contrario di quanto dichiarato, sono stati offerti voli di riprotezione dietro richiesta di pagamento di supplementi di importo pari anche a € 250,00.

Al danno già subìto dagli sventurati acquirenti dei biglietti aerei della Windjet si è, pertanto, aggiunta la "beffa".

Secondo quanto denunciato da Confconsumatori, ai potenziali acquirenti di biglietti per voli di riprotezione viene detto che sul volo non c'è più posto. Tuttavia, andando sul sito della Compagnia aerea interessata, si scopre che i posti "occupati" sono, invece, "liberi", ma possono essere acquistati esclusivamente dietro il pagamento di un supplemento elevato, di molto superiore a quello di € 80,00 dichiarato - già oneroso e, in realtà, non dovuto -.

L'ENAC, ricevute le segnalazioni, ha comunicato di avere attivato il numero verde 800898121, al quale possono essere segnalate le difformità delle tariffe dei voli di riprotezione rispetto a quelle agevolate rese note nei giorni scorsi.

Aggiungo, infine, che l'Associazione Aquilone Onlus - che organizza viaggi di bambini stranieri in Italia presso famiglie affidatarie - ha segnalato la richiesta, da parte di Alitalia, del pagamento di un supplemento pari ad € 250,00 per ogni bambino ucraino - si tratta di un gruppo di 20 bambini -, allo scopo di garantire il rientro da Palermo a Kiev (via Rimini). Anche per questo gruppo di bambini erano stati acquistati biglietti aerei con la Windjet e dovrebbero rientrare in patria il 30 agosto. Tuttavia, l'importo richiesto a titolo di supplemento - a carico delle famiglie affidatarie, che sopportano già tutte le altre spese per l'affidamento temporaneo dei bambini - è elevato.

Sarebbe auspicabile, a questo punto, un intervento del "patron"della Windjet, che assuma su di sè l'importo supplementare da pagare ed eviti che i bambini ucraini rimangano "bloccati" in Italia. 

Roma, 21 agosto 2012  

Avv. Daniela Conte 

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Da' della "battona" ad una escort : imprenditore romano condannato per ingiuria aggravata

agosto 14, 2012 0 Comments A+ a-


Il Giudice di Pace di Roma ha condannato per il reato di ingiuria aggravata un imprenditore colpevole di avere apostrofato con il termine "battona" una escort durante una festa. Il contesto sociale e professionale non giustifica le offese, anche se generiche

Roma, 9 ottobre 2010. In una villa dell'Olgiata si sta svolgendo un party. Tizia, accompagnatrice di facoltosi uomini di affari, è alla festa con un cliente. Caio, un imprenditore che in passato ha usufruito delle prestazioni di Tizia, la riconosce e si avvicina facendole delle avances. 

Tizia rifiuta le avances e Caio, risentito, reagisce dandole della "battona". 

Denunciato, Caio viene giudicato colpevole dal Giudice di Pace per il reato di ingiuria aggravata

Nella sentenza si legge, infatti, che "L'espressione proferita dall'imputato è lesiva dell'onore della querelante a nulla rilevando la circostanza, peraltro ammessa dalla stessa persona offesa, dell'effettivo esercizio da parte di quest'ultima del lavoro di escort e accompagnatrice".

Per questi motivi, Caio è stato condannato ad una multa di 1.000,00 Euro per il reato di ingiuria aggravata

Roma, 14 agosto 2012                       

Avv. Daniela Conte 

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FIAT : la Corte d'Appello di Roma ha respinto la richiesta di sospensiva della decisione sulla riassunzione dei lavoratori FIOM

agosto 13, 2012 0 Comments A+ a-

Lo stabilimento FIAT di Pomigliano d'Arco  
La Corte d'Appello di Roma ha giudicato inammissibile la richiesta di sospensiva - proposta dalla FIAT - della decisione di primo grado del Tribunale di Roma, che ha disposto la riassunzione, presso lo stabilimento di Pomigliano d'Arco, di 145 lavoratori aderenti al sindacato FIOM. Ora bisognerà attendere la decisione sul merito del ricorso

Il Tribunale di Roma, con ordinanza emessa nel mese di giugno, ha accolto il ricorso della FIOM e disposto la riassunzione dei 145 lavoratori dello stabilimento FIAT di Pomigliano d'Arco che non avevano partecipato alle trattative con la società di Torino. 

La FIAT ha proposto ricorso in appello, chiedendo - in via preliminare - la sospensione dell'eficacia della decisione di primo grado. 

La Corte d'Appello di Roma, tuttavia, ha respinto la richiesta di sospensiva. Per conoscere l'esito definitivo del processo di secondo grado bisognerà, pertanto, attendere la decisione sul merito del ricorso della FIAT. 

La FIOM,  a questo punto, intende chiedere l'esecuzione della sentenza di primo grado, con la riassunzione dei 145 lavoratori aderenti al sindacato. 

Roma, 13 agosto 2012                                            

Avv. Daniela Conte 

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