Apple vs Samsung : inizia il processo in California

luglio 30, 2012 0 Comments A+ a-

Iniziato in California il processo tra Apple e Samsung    
Apple contro Samsung: E' iniziato oggi in California il processo tra le due "major" nel campo della tecnologia. La società della famosissima "mela" accusa la Samsung di avere copiato caratteristiche fondamentali dell' I-phone e dell' I-pad 

La Apple, società del compianto Steve Jobs, ha citato in giudizio la società rivale Samsung dinanzi al Tribunale di San Josè - della corte distrettuale della California del Nord -, chiedendo un risarcimento danni pari a circa circa 2,53 miliardi di dollari. 

Secondo la società della famosissima "mela", la Samsung - la quale ha lanciato sul mercato l'ormai famoso Samsung Galaxy (giunto alla versione S3), che sta superando le vendite di I-phone 4 - avrebbe copiato molte caratteristiche estetiche e di "esperienza d'uso" del consumatore (soprattutto per quanto riguarda le funzioni touchscreen). 

Adesso toccherà a Lucy Koh, Giudice del Tribunale di San Josè, e ad una giuria di 10 persone emettere un verdetto (entro 10 mesi) che potrebbe influenzare il futuro di un mercato - quello dei cellulari c.d "intelligenti" -, che ad oggi conta circa 219 miliardi annui di profitti a livello mondiale. A sorpresa, tuttavia, la Apple e la Samsung potrebbero giungere ad un accordo stragiudiziale.

La "sfida" tra le due grandi società nel settore tecnologico è iniziata nel 2009, e ad oggi sono stati iniziati procedimenti in ben 12 Paesi.

Diversi saranno i testimoni illustri che si alterneranno nell'aula del Tribunale di San Josè dove si celebrerà il processo: tra gli altri, Phil Schiller - senior vice president worldwide marketing - e Scott Forstall - senior vice president iOS development - per la Apple (oltre a dirigenti meno conosciuti).

I 2,53 miliardi di indennizzo richiesti dalla Apple comprendono mancati profitti, royalties e profitti che la Samsung avrebbe ottenuto, secondo l'accusa, indebitamente copiando soluzioni hardware e software della società della "mela". 
Ebbene, che il processo abbia inizio...

Roma, 30 luglio 2012                             

Avv. Daniela Conte 

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La Chevron e l'Ecuador: la compagnia petrolifera dovrà pagare 19 miliardi di dollari a titolo di risarcimento per disastro ambientale

luglio 29, 2012 0 Comments A+ a-

La Chevron deve pagare 19 milardi di dollari all'Ecuador per disastro ambientale
La famosa compagnia petrolifera Chevron è stata condannata a pagare 19 miliardi di dollari all'Ecuador per disastro ambientale nella foresta amazzonica. Ma la compagnia rifiuta di pagare perchè sostiene la mancanza di giurisdizione da parte dell'Ecuador

Disastro ambientale, uno dei "mali" del nostro secolo e fonte di continui danni (anche molto gravi) per la salute degli esseri umani. 

E per disastro ambientale provocato alla foresta amazzonica la famosa Compagnia petrolifera Chevron è stata condannata a pagare 19 miliardi di dollari (in un primo momento si era parlato di 18 miliardi di dollari, ma la cifra è stata corretta) a titolo di risarcimento danni.

A causa dell'inquinamento ambientale, l'acqua è diventata assolutamente nociva per gli abitanti della foresta amazzonica

L'avvocato Juan Pablo Saez - che difende le comunità amazzoniche - ha commentato la notizia dicendo che "Noi, che rappresentiamo le comunità amazzoniche siamo davvero soddisfatti che la corte abbia fissato la somma che la compagnia deve pagare, tenendo conto della compensazione ambientale e della sanzione morale visto che la compagnia non ha chiesto scusa alla gente dell’Ecuador". 

Fin qui tutto bene, ma c'è un problema: la Chevron rifiuta di pagare la somma riconosciuta a titolo di risarcimento danni perchè, a suo dire, l'Ecuador non ha giurisdizione sul caso. 

Per questo motivo, sono state proposte nuove azioni giudiziarie in Brasile e Canada

Vedremo chi la spunterà... 


FONTE: IL FATTOQUOTIDIANO.IT

Roma, 29 luglio 2012                                                                  Avv. Daniela Conte 

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Aggredisce la moglie pretendendo i soldi per comprare le sigarette: condannato per estorsione

luglio 26, 2012 0 Comments A+ a-


Un uomo aggredisce la moglie, pretendendo i soldi per comprare le sigarette: per la Corte di Cassazione, essendo stati posti in essere atti di intimidazione, è legittima la condanna per il reato di estorsione

Tizio aggredisce con violenza e atti intimidatori la moglie Caia, allo scopo di ottenere da quest'ultima i soldi per soddisfare il suo "vizietto", ovvero le sigarette

Caia denuncia il marito per estorsione. La Corte d'Appello di Salerno condanna Tizio, che propone ricorso per Cassazione. 

L'uomo sostiene che i soldi per comprare le sigarette non costituiscono un "ricavo ingiusto essendo le sigarette inquadrabili tra i legami di solidarietà familiare". Aggiunge che l'importo preteso è irrisorio (5 - 10 Euro).

La Suprema Corte, invece, è di tutt'altro avviso. Respinta la tesi di Tizio, afferma che la sua posizione è aggravata dall'aver posto in essere atti intimidatori nei confronti della moglie Caia. 

Pertanto, con la sentenza n. 25750 del 2012, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna di Tizio per il reato di estorsione ai danni della moglie Caia.

Chissà se, a questo punto, Tizio deciderà di smettere di fumare.....



Roma, 26.07. 2012  

Avv. Daniela Conte 

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Google e Antitrust UE: trovata intesa di massima

luglio 25, 2012 0 Comments A+ a-

Intesa di massima tra Antitrust UE e Google
Google e l'Antitrust UE starebbero valutando l'ipotesi di un accordo allo scopo di evitare una causa nei confronti della Società di Mountain View, accusata di abuso di posizione dominante. La prossima settimana previsto un primo incontro tecnico

Il Financial Times ha annunciato che Google e l'Antitrust UE avrebbero trovato un accordo di massima, con il quale la società di Mountain View potrebbe evitare una causa decennale per abuso di posizione dominante, a seguito degli avvertimenti dell'Antitrust. 

Dopo due anni di indagini, infatti, l'Antitrust UE ha formalizzato nei confronti di Google l'accusa di abuso di posizione dominante: la società favorirebbe i propri prodotti nei risultati di ricerca, declassando e rendendo meno visibili quelli dei concorrenti, e imporrebbe la stipula di contratti che limitano la possibilità di pubblicizzare su altri motori di ricerca. 

Sul Financial Times si legge che "Mentre l’accordo deve ancora essere finalizzato i colloqui hanno superato un importante ostacolo che potrebbe salvare Google da quella decennale lotta che da Bruxelles ha perseguitato giganti del calibro di Microsoft e Intel"; si precisa, altresì, che "I dettagli delle concessioni di Google non sono ancora chiari, ma affrontano i quattro problemi specifici evidenziati dall’Ue in un precedente avvertimento a Google".

Il Commissario dell'Antitrust Ue alla concorrenza Joaquin Almunia ha dichiarato che "Penso che abbiamo raggiunto un buon livello di intesa e nei prossimi giorni o la settimana prossima avremo il primo incontro tecnico".

Roma, 25.07.2012  

Avv. Daniela Conte 

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Decreto ingiuntivo per oneri condominiali: paga chi è condomino al momento dell'avvio del procedimento monitorio

luglio 24, 2012 0 Comments A+ a-

Condominio e decreto ingiuntivo per oneri non corrisposti
Una volta perfezionato il trasferimento di una proprietà immobiliare in un condominio, l'alienante perde la qualità di condomino e non può più partecipare alle assemblee per difendersi; pertanto, i ricorsi per decreto ingiuntivo per oneri condominiali non corrisposti vanno proposti nei confronti dell'acquirente dell'immobile (salvo il suo diritto di rivalsa nei confronti del venditore) 

Il Condominio Sempronio ottiene dal Giudice di Pace di Sarzana (SP) decreto ingiuntivo nei confronti dei condomini Tizio e Tizietta per il pagamento di oneri condominiali non corrisposti da Caio, venditore dell'immobile di loro proprietà. 

Tizio e Tizietta propongono appello, ma il decreto ingiuntivo viene confermato. Tizietta - in proprio e nella qualità di erede di Tizio, nel frattempo deceduto - propone, allora, ricorso per Cassazione. 

La Suprema Corte precisa, preliminarmente, che la responsabilità solidale dell'acquirente per oneri condominiali non corrisposti dal venditore è limitata al biennio precedente l'acquisto dell'immobile  (sul punto vedi, ex multis, Cass. civ. n. 16975 del 2005 e Cass. civ. n. 2979 del 2012). 

Più nello specifico, poi, i Giudici con l'ermellino ricordano che la giurisprudenza della Corte di Cassazione (cfr., ex multis, Cass.  civ. n. 23345 del 2008) ha statuito, in tema di condominio,  che " una volta perfezionatosi il trasferimento di un'unità immobiliare, l'alienante perde la qualità di condomino e non è più legittimato a partecipare alle assemblee, potendo far valere le proprie ragioni sul pagamento dei contributi dell'anno in corso o del precedente solo attraverso l'acquirente che gli è subentrato, con la conseguenza che non può essere chiesto ed emesso nei suoi confronti decreto ingiuntivo ai sensi dell'art. 63 disp. att. c.c. per la riscossione dei contributi condominiali, atteso che la predetta norma di legge può trovare applicazione soltanto nei confronti di coloro che sono condomini al momento della proposizione del ricorso monitorio (atteso che l'obbligo di pagamento di questi ultimi sorge dal rapporto di natura reale che lega l'obbligato alla proprietà dell'immobile)".

Sulla scorta di tali motivazioni, la Suprema Corte - con ordinanza n. 12841 depositata il 23.07.2012 - ha rigettato il ricorso di Tizietta, condannandola al pagamento delle spese di giudizio.

Roma, 24.07.2012                                                      
                                                              Avv. Daniela Conte 

                                                              
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Volo aereo cancellato, risarcimento danni e termine di prescrizione: 2 anni dall'arrivo a destinazione o dal giorno previsto per l'arrivo

luglio 23, 2012 0 Comments A+ a-

Risarcimento danni per volo cancellato e prescrizione 

Ai sensi della Convenzione di Montreal del 1999, l'azione di risarcimento danni per la cancellazione del volo si prescrive in due anni dal giorno di arrivo a destinazione, da quello previsto per l'arrivo o da quello nel quale il trasporto è stato interrotto 

Tizio cita in giudizio dinanzi al Giudice di Pace di Pozzuoli le Compagnie aeree Caia e Sempronia per sentirle condannare al risarcimento dei danni subiti a causa della cancellazione del volo. 

Deduce che aveva prenotato un volo aereo per Chicago con la compagnia aerea Caia allo scopo di assistere alle esequie del fratello defunto. 

Recatosi in aeroporto il giorno previsto per la partenza apprendeva, purtroppo, che il volo era stato cancellato. 

Gli veniva proposto un volo alternativo per Milano con la compagnia aerea Sempronia, con coincidenza per Francoforte. L'aereo, tuttavia, giungeva a Milano in ritardo e Tizio perdeva la coincidenza per Chicago, non riuscendo ad essere presente in tempo utile alle esequie del fratello. Era costretto, pertanto, a rinunciare alla partenza e tornare a casa. 

Il Giudice  precisa che, ai sensi dell'art. 35 della Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999 (che ha unificato alcune regole del trasporto aereo internazionale),comma 1^, " Il diritto al risarcimento per danni si estingue nel termine due anni decorrenti dal giorno di arrivo a destinazione o dal giorno previsto per l'arrivo a destinazione dell'aeromobile o dal giorno in cui il trasporto è stato interrotto ". 

I D.L. n. 96 del 09.05.2005 e n. 151 del 15.03.2006 hanno adeguato, in tema di prescrizione, la normativadei voli nazionali a quella prevista per i voli internazionali dalla Convenzione di Montreal sopra citata. 

L'azione giudiziaria nei confronti del vettore aereo è l'unico rimedio utile allo scopo di evitare l'estinzione del diritto al risarcimento dei danni patiti. Le lettere c.d. di messa in mora non sono sufficienti ad interrompere il termine di prescrizione. 

Nel caso di specie, Tizio ha interrotto il volo il 30.03.2008 e proposto l'azione giudiziaria il 23.03.2011, ovvero ben oltre il termine di decadenza biennale previsto dalla Convenzione di Montreal

Per questi motivi, il Giudice di Pace di Pozzuoli - con sentenza del 09.07.2012 - ha dichiarato inammissibile la domanda di risarcimento danni di Tizio, compensando le spese tra le parti. 

Roma, 24.07.2012                                                  Avv. Daniela Conte 

                                              Studio Legale Avv. Daniela Conte & Partners

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Neonato nato prematuro muore all'Ospedale San Giovanni di Roma per latte in vena iniettato per errore

luglio 23, 2012 0 Comments A+ a-

L'Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma
Drammatico evento all'Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma: neonato nato prematuro è morto. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato iniettato per errore latte in vena, al posto della soluzione fisiologica. Sequestrate le cartelle cliniche

Un bambino nato prematuro - di trenta settimane - è morto una decina di giorni fa all'Ospedale San Giovanni di Roma. Il neonato, figlio di una donna di origini filippine, era nato prematuramente all'Ospedale di Ostia; tuttavia, a causa della mancanza di posti, era stato trasferito al reparto di terapia intensiva dell'Ospedale San giovanni di Roma, dove era stato sottoposto a terapia.

Il neonato è morto e i genitori hanno presentato denuncia presso le Autorità competenti, che hanno effettuato i primi accertamenti, all'esito dei quali è emerso un fatale errore: sono stati scambiati i flaconi e al neonato è stato iniettato in vena del latte invece della soluzione fisiologica prevista. 

Le cartelle cliniche dell'Ospedale sono state sequestrate e le indagini continuano, anche in direzioni diverse da quella del semplice errore. 

Il Presidente della Regione Lazio Renata Polverini è stata informata di quanto è accaduto e ora l'Assessorato alla Salute farà approfondimenti. 

Roma, 23.07.2012       

Avv. Daniela Conte 

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Pubblicità di prodotti cosmetici: Il Garante della concorrenza e del mercato pubblica un vademecum per orientarsi

luglio 23, 2012 0 Comments A+ a-

Pubblicità di prodotti cosmetici

L'Authority per la Concorrenza e il Mercato ha pubblicato un utile vademecum per orientarsi tra le numerosissime comunicazioni commerciali relative a prodotti cosmetici

Il Garante per la concorrenza e il mercato - AGCOM - ha pubblicato sul proprio sito internet, in data 19.07.2012, un utile vademecum per aiutare i consumatori ad orientarsi tra la miriade di pubblicità aventi ad oggetti prodotti per la cosmesi. Il documento prevede, altresì, limiti pubblicitari per le case produttrici di cosmetici.

Tra i preziosi suggerimenti, quello di fare attenzione a ai limiti di efficacia del prodotto pubblicizzato, che "dovrebbero essere ben visibili".

Si invita, poi, il consumatore a tenere ben presente che il prodotto cosmetico non è un farmaco.

Di seguito il testo del vademecum pubblicato sul sito internet dell'AGCOM

1) UN COSMETICO NON È UN FARMACO
La natura cosmetica del prodotto deve risultare chiaramente: un cosmetico non può essere assimilato o comparato – esplicitamente o indirettamente - ad un farmaco o ad interventi di chirurgia estetica. Al prodotto cosmetico non possono essere attribuite – direttamente, indirettamente o in modo ambiguo – proprietà curative o terapeutiche capaci di intervenire in maniera risolutiva e definitiva sulle cause degli inestetismi.

2) MASSIMA ATTENZIONE ALLE PROMESSE DI RISULTATO
L’utilizzo di vanti di efficacia specifici e puntuali – espressi in termini assoluti o percentuali, con indicazione di tempi serrati o/e con corredo di immagini particolarmente suggestive - deve basarsi su un veridico e mirato supporto scientifico e su sperimentazioni adeguate.
L’efficacia di un componente non supporta da sola e di per sé l’efficacia del prodotto.
Al riguardo, è meglio informarsi: per esempio, sul sito internet dell’azienda, sul sito www.agcm.it, al link http://www.cosmeticseurope.eu/publications-cosmetics-europe-association/guidelines.html?view=item&id=23 (“linee guida per la valutazione di efficacia dei prodotti cosmetici”, in inglese).

3) SÌ AI TEST CLINICI SOLO SE ATTINENTI E ACCESSIBILI
Se espressamente richiamati in pubblicità, i test clinici devono essere pertinenti e direttamente correlati con l’efficacia attribuita al prodotto; nel messaggio,  compatibilmente allo spazio disponibile, vanno specificati la metodologia, le misurazioni ed i parametri utilizzati (se addotte sperimentazioni in vitro, queste devono sempre trovare conferma in sperimentazioni in vivo, effettuate su un numero adeguato di volontari, individuati in base a idonei criteri di inclusione).
Gli studi scientifici richiamati in pubblicità a sostegno dei vanti prestazionali del cosmetico devono essere adeguatamente accessibili – in versione integrale o in esaustiva sintesi esplicativa - magari attraverso rinvio alle pagine web dedicate del sito internet aziendale.

4) IL VALORE MASSIMO OTTENUTO NELLE SPERIMENTAZIONI NON CORRISPONDE ALL’EFFICACIA DEL PRODOTTO
Non può essere vantato in pubblicità, neppure se presentato insieme a locuzioni quali “fino a…”, il valore massimo risultante dalle sperimentazioni – tanto più se raggiunto in uno solo o in pochissimi casi - in quanto non esemplificativo dell’efficacia generale ascrivibile al cosmetico.

5) OCCHIO AI LIMITI DI EFFICACIA: DOVREBBERO ESSERE BEN VISIBILI
Non possono essere richiamati dalla pubblicità studi limitati a situazioni specifiche a supporto di più estesi vanti prestazionali del prodotto, né si possono omettere informazioni rilevanti su limiti e confini di efficacia del cosmetico in modo da generalizzarne indebitamente la portata oltre gli ambiti effettivi. In particolare, non possono essere affidati a super o note in calce – spesso con caratteri ridotti - precisazioni in grado di ridimensionare/smentire i  vanti principali dei messaggi.

6) VANTI DI INNOVATIVITA’ SOLO SE SCIENTIFICAMENTE ASSODATI
Fare attenzione quando sono ascritti vanti di innovatività al cosmetico oppure questo viene presentato come frutto di nuove scoperte: al riguardo, infatti, non basta richiamare  studi in corso non ancora assodati e condivisi in seno alla comunità scientifica. Se possibile, informarsi su siti istituzionali o di riconosciuta autorevolezza scientifica.

7) IL BREVETTO SI PUO’ VANTARE SOLO SE È STATO CONCESSO
Per vantare un brevetto, non basta aver presentato la domanda occorrendo, invece, che sia già rilasciata la concessione: al riguardo, si può controllare la banca dati tenuta dal Ministero dello Sviluppo Economico (al link  http://www.uibm.gov.it/uibm/dati/?64,9).
Fare attenzione anche al vanto di “approvazioni” o riconoscimenti scientifici al prodotto da parte di Enti o Autorità pubblici o privati: meglio controllare sui siti di tali Istituzioni.

8) DISTINGUERE TRA TEST DI AUTOVALUTAZIONE E TEST SCIENTIFICI
I test di autovalutazione – in quanto esprimono soltanto valutazioni soggettive - non possono essere portati a supporto di oggettivi vanti di efficacia e vanno comunque tenuti distinti da test e sperimentazione scientifiche. In ogni caso, devono essere chiaramente presentati come tali e va evidenziato il loro contenuto con riferimento alla tipologia di domande e al campione utilizzato.

 (FONTE: AGCOM)

Roma, 23.07.2012                                          

                                                                                       Avv. Daniela Conte 

                                            Studio Legale Avv. Daniela Conte & Partners            
 
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Nuovo passaporto individuale per i minori dal 26 giugno 2012: indicazioni pratiche e suggerimenti

luglio 22, 2012 0 Comments A+ a-

Dal 26 giugno 2012 i minori devono viaggiare con passaporto individuale
A partire dal 26 giugno 2012 è entrata in vigore anche in Italia la Direttiva Europea che prevede il documento di identità individuale per i minori; non è più sufficiente l'iscrizione in quello dei genitori

Siamo ormai in periodo di partenze massicce per le vacanze estive. Lo staff del blog "Cronaca giudiziaria dal mondo" avverte - onde evitare spiacevoli inconvenienti in aeroporto ed essere costretti a rinviare la partenza - che a partire dal 26 giugno 2012 è entrata in vigore anche in Italia la normativa europea secondo la quale i minorenni possono viaggiare all'estero soltanto con un documento di identità individuale (carta di identità valida per l'espatrio e/o passaporto).

I passaporti già rilasciati ai genitori, e contenenti l'iscrizione dei figli minori,  rimarranno validi - solo per il titolare - fino alla naturale scadenza.

Analogamente, i passaporti individuali rilasciati ai minori anteriormente all'entrata in vigore della nuova normativa (25 novembre 2009) e aventi durata decennale, saranno validi fino alla naturale scadenza; tuttavia, per i minori di anni 14 dovranno essere inclusi i dati dei genitori.

In sostanza, secondo le nuove disposizioni il minore può viaggiare con i seguenti documenti di identità

  • passaporto individuale;
  • carta di identità - la L. 12.07.2011 n. 106 ha convertito in legge il D.L. 13.05.2011 n. 70, il cui art. 10 (comma 5) ha modificato l'art. 3 del T.U.L.P.S. di cui al Regio-Decreto 18 giugno 1931 n. 773 e introdotto il principio del rilascio della carta di identità per i minori -;
  • certficato contestuale di nascita e di cittadinanza vidimato dal questore (c.d. lasciapassare) per i minori fino a 15 anni. 
In merito alle modalità per il rilascio dei documenti sopra citati, si precisa che per chiedere il passaporto per il figlio minore è necessario l'assenso di entrambi i genitori (coniugati, conviventi, separati, divorziati, ecc.), che deve essere firmato presso l'ufficio nel quale si presenta la documentazione. In mancanza, è necessario essere in possesso del nulla osta del giudice tutelare. Se uno dei due genitori si trova nell'impossibilità di essere presente al momento della richiesta, è possibile allegare una fotocopia del documento del coniuge firmato in originale con una dichiarazione scritta di assenso all'espatrio (ai sensi del D.P.R. n. 445 del 2000, c.d. Legge Bassanini).

Un suggerimento: per la legalizzazione della foto del minore, è necessario che quest'ultimo sia presente al momento della richiesta del passaporto; in caso contrario, l'Ufficiale non potrà procedere, perchè è necessario attestare che la persona richiedente (anche se minore) sia la stessa ritratta nella foto inserita nel documento che sarà poi rilasciato.

Se si deve viaggiare negli USA,è necessario seguire le seguenti indicazioni:

  • Se si richiede un passaporto per un minore la domanda di rilascio sarà firmata dai genitori. Il conto corrente per il pagamento del passaporto deve essere eseguito a nome del minore.

    Per recarsi negli U.S.A. ed usufruire del programma Visa - Waiver Program, il minore deve avere solo ed esclusivamente un passaporto personale, ossia non è consentito l'ingresso negli USA con minori iscritti nel passaporto ancora in corso di validità dei genitori.

Si precisa, ancora, che continua ad avere validità il passaporto collettivo, ovvero il passaporto che può essere richiesto per un solo viaggio e per un gruppo di minimo 5 persone e massimo 50 persone.

Il massaggio in spiaggia costa caro in Italia : 100 Euro di multa ad una turista slovacca

luglio 20, 2012 0 Comments A+ a-

Il massaggio in spiaggia è vietato


Una turista slovacca 60enne in vacanza a Bibione - in provincia di Venezia - accetta l'offerta di una ragazza cinese per un massaggio in spiaggia.

Peccato che, con un regolamento approvato quasi all'unanimità nel mese di giugno di quest'anno, il Comune di Bibione abbia stabilito una multa per chi fa e per chi accetta i massaggi sulla spiaggia. 

La polizia locale, dunque, è intervenuta, comminando una multa di 100 Euro alla turista slovacca e alla ragazza cinese; per quest'ultima è scattata anche la confisca dell'attrezzatura utilizzata per l'attività. 

Come si ricorderà, nel 2011 il Sottosegretario al Ministero della Salute Francesca Martini aveva firmato un'ordinanza - pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 del 13 luglio 2011 -, contenente misure "per la tutela dell’incolumità pubblica dal rischio derivante “per la tutela dell’incolumità pubblica dal rischio derivante dall’esecuzione di massaggi lungo i litorali".

L'ordinanza appena citata vietava " di offrire a qualsiasi titolo prestazioni riconducibili a massaggi estetici o terapeutici da parte di soggetti ambulanti al fine di salvaguardare la salute dei cittadini dai rischi derivanti da prestazioni effettuate in luogo non autorizzato da soggetti che non sono in possesso di comprovata preparazione e competenza ".

La motivazione alla base dell'ordinanza di divieto è quella di tutelare la salute e l'incolumità pubblica dei cittadini dal rischio di infezioni alla pelle causate da un'attività svolta senza alcuna garanzia igienico - sanitaria da persone non esperte. 

In più, la pratica diffusa dei massaggi in spiaggia danneggia gli operatori del settore, professionisti esperti e preparati che pagano le tasse. 

Sarebbe forse il caso di pensarci un pò su, prima di lasciarsi tentare da un massaggio che costa pochi Euro, ma è rischioso per la salute e può comportare una multa ben più salata... 

Roma, 20.07.2012 

Avv. Daniela Conte 

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Nozze e adozioni da parte di coppie gay: via libera in Francia dal primo semestre del 2013

luglio 04, 2012 0 Comments A+ a-

La Francia dice sì a matrimoni e adozioni per coppie gay

Dal primo semestre del 2013 in Francia le coppie gay potranno sposarsi e adottare: è il punto 31 del programma elettorale del neo - Presidente della Repubblica Hollande

Grande novità nella Francia governata dal Presidente socialista Francois Hollande : a partire dal primo semestre del prossimo anno - il 2013 - le coppie gay potranno sposarsi e adottare figli. Lo ha annunciato il Primo Ministro Jean - Marc Ayrault in un discorso programmatico in Parlamento, precisando che " Nel primo semestre 2013, il diritto al matrimonio e all'adozione sarà aperto a tutte le coppie, senza discriminazione ".

Con questa importante iniziativa, la Francia si allinea a Paesi come la Svezia, i Paesi Bassi, la Spagna, il Portogallo, il Canada, il Sudafrica, la Norvegia, la Danimarca, l'Islanda, la capitale del Messico, l'Argentina e sei stati degli USA - Massachusetts, Connecticut, Iowa, Vermont, New Hampshire, New York, e  distretto di Washington DC (in California, invece, la questione è sospesa) -.

Da un sondaggio è emerso che il 63 % dei francesi è favorevole al matrimonio (tra coppie omosessuali), il 56% è favorevole anche alle adozioni (in Francia, attualmente, 200 mila bambini vivono in famiglie c.d. monoparentali). 

E l'Italia? Mah.... 

Roma, 04.07.2012                                   Avv. Daniela Conte 

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