Caserta : professoressa abbassa voto ad alunna perchè "nera"

dicembre 11, 2011 0 Comments A+ a-

L'ingresso della scuola media "Pietro Giannone"
A Caserta c'è una scuola media intitolata a Pietro Giannone - filosofo, storico e giurista, appartenente ad una famiglia di avvocati ed esponente di spicco dell'Illuminismo italiano -.

In questa scuola, tuttavia, è avvenuto un grave episodio di ingiustizia e razzismo. 

La professoressa di geografia, correggendo due compiti molto simili svolti da altrettanti alunni, mette due voti diversi: ad uno dà 9, all'altro 7. L'alunna che ha svolto il compito con voto 7 chiede spiegazioni all'insegnante, e si sente rispondere : " Tu non sei come gli altri, sei nera ".

La ragazzina racconta tutto a casa e, il giorno dopo, la madre denuncia l'accaduto alla dirigente scolastica, la quale chiede conferma agli altri alunni e - ottenutala - intima alla professoressa di non farsi vedere a scuola. Quest'ultima accetta il suggerimento e si mette in malattia.

La dirigente scolastica denuncia la vicenda agli organi scolastici competenti ma, curiosamente, non adotta alcun provvedimento- ad esempio, di sospensione - nei confronti dell'insegnante di geografia. 

La notizia è stata riportata in un articolo del quotidiano Corriere del Mezzogiorno, nel quale si legge che il Dirigente scolastico della Campania, Diego Bouchè ha commentato dicendo : " È incomprensibile tutto ciò. Sono amareggiato - parlerò al più presto con il dirigente provinciale e della scuola, poi deciderò il da farsi. Mi chiedo come sia possibile, oggi, nella società multirazziale, che accadano episodi simili... È insopportabile. E pensare che proprio ieri sono stato in provincia di Caserta in un incontro al quale erano presenti molti responsabili della scuola casertana. Ma nessuno mi ha fatto cenno ad un episodio così grave. Ripeto, se tutta la vicenda fosse confermata, saremmo in presenza di un episodio gravissimo ".

Ed è proprio vero: alla fine del 2011 questi episodi non dovrebbero accadere. Concetti come società multirazziale, integrazione, ecc. non dovrebbero rimanere - appunto - soltanto parole.

La speranza è che questo accada almeno in un prossimo futuro, quando la ragazzina ingiustamente umiliata crescerà.

Roma, 12 dicembre 2011          Avv. Daniela Conte

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