Premi Rc auto: l'Antitrust denuncia che l'aumento è superiore alla media UE

ottobre 13, 2011 0 Comments A+ a-

Allarme dell'Antitrust per l'aumento "vertiginoso" dei premi Rcauto
Come si usa dire, meglio tardi che mai : Antonio Catricalà -Presidente dell'Antitrust - ha presentato in commissione industria al Senato i risultati di un'indagine sull'aumento dei premi Rcauto negli anni 2009 e 2010, dalla quale è emerso che sono cresciuti a tassi superiori rispetto media europea. Si parla di un aumento di quasi del doppio della media europea negli ultimi cinque anni.

In particolare, nel 2010 è stato registrato un aumento medio del 25% dei premi Rcauto per le automobili e del 35% dei premi Rcauto per i motoveicoli. 

L'indagine ha evidenziato, ancora, che il costo medio di un sinistro - diventata operativa la procedura per indennizzo diretto -  è aumentato del 27% tra il 2008 e il 2010, con una percentuale di aumento anche del 70% in più al sud rispetto al nord. Il Presidente Catricalà ha precisato che questo è in parte dovuto al maggior numero di sinistri alla persona liquidato al sud e in parte al fatto che, per ogni danno liquidato, la Compagnia assicurativa riceve una somma forfettaria determinata in base al costo medio dei sinistri rilevato nell'anno assicurativo precedente. Ha aggiunto che la procedura ha problemi di funzionamento soprattutto a livello di "stanza di compensazione" - istituita con l'art. 13 del "Codice delle Assicurazioni private" n.209 del 07.09.2005, è gestita dalla Consap e provvede alla regolazione contabile dei rapporti economici tra Imprese assicurative per i sinistri verificatisi a partire dal 1^ febbraio 2007 -.

Per quanto riguarda le frodi, nel Regno Unito e in Francia il numero di quelle accertate è pari, rispettivamente, al quadruplo e al doppio di quelle accertate in Italia, dove "per le imprese è più agevole scaricare sui premi i maggiori oneri derivanti da inefficienze di gestione ". 

Infine, il Presidente dell'Antitrust ha denunciato la scarsa diffusione degli agenti plurimandatari - 13,4 % nel 2008 e 17,6% nel 2009 -. Ha aggiunto, poi, che il plurimandatario "non si sarebbe diffuso tra le compagnie di maggiori dimensioni, le quali continuerebbero a operare con reti di agenti di fatto monomandatari e a non concedere mandati ad agenti plurimandatari". E ha precisato che costutuiscono "evidenti comportamenti ostativi alle riforme, alcune azioni giudiziarie intentate da alcune compagnie nei confronti di agenti e dirette a impedire l'offerta ai propri clienti di prodotti di imprese concorrenti", annunciando che l'Authority sta valutando la possibilità di aprire un'istruttoria.


Roma, 13 ottobre 2011          Avv. Daniela Conte

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