Omicidio Meredith Kercher: Amanda e Raffaele assolti

ottobre 03, 2011 0 Comments A+ a-

Meredith Kercher, Raffaele Sollecito e Amanda Knox
La Corte d'Assise d'Appello di Perugia ha assolto "per non avere commesso il fatto" Amanda Knox e Raffaele Sollecito dall'accusa di omicidio nei confronti di Meredith Kercher. I Giudici hanno accolto le eccezioni della difesa dei due imputati e dato credito all'ultima perizia tecnica effettuata.

In primo grado i due ragazzi erano stati condannati, rispettivamente, a 26 e 25 anni di carcere per l'omicidio della studentessa uccisa nella notte tra il 1^ e il 2 novembre 2007.

Amanda Knox è stata condannata a tre anni di carcere per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba - che accusò di essere l'autore del delitto. Per questo motivo l'uomo ha trascorso due settimane in carcere - e al pagamento delle spese processuali sostenute da quest'ultimo per la costituzione di parte civile di quest'ultimo.

Entrambi gli imputati, avendo già scontato 4 anni di carcere, saranno presto scarcerati.

L'unico responsabile dell'omicidio, condannato a 16 anni con rito abbreviato, rimane l'ivoriano Rudy Guede

Fuori dal Tribunale la folla ha gridato "Vergogna" all'indirizzo degli avvocati dei due imputati, che si apprestano ad essere intervistati.

Qualche "ombra" sul verdetto c'è a causa dell'eccessivo tam-tam mediatico degli ultimi giorni a favore di Amanda Raffaele.

Per questo motivo, sarà interessante leggere la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Perugia - le cui motivazioni saranno depositate tra 90 giorni - allo scopo di conoscere i motivi della decisione.

E, poi, a questo punto torna, prepotentemente, l'interrogativo: chi ha ucciso Meredith Kercher?

La speranza è che venga data una risposta e l'omicidio non rimanga impunito: lo meritano Meredith Kercher, morta nel pieno della gioventù e con tanti progetti di vita infranti. Lo merita anche la sua famiglia, che da quel maledetto giorno nel 2007 ha vissuto, e continua a vivere, un dolore senza fine.


La lettura del dispositivo della sentenza nel video sul sito del quotidiano "La Repubblica":





Roma, 03.10.2011                         Avv. Daniela Conte


RIPRODUZIONE RISERVATA