La Corte d'Appello di Roma conferma l'assoluzione di Luttazzi e Travaglio dall'accusa di diffamazione nei confronti di Mediaset

ottobre 18, 2011 0 Comments A+ a-

Marco Travaglio e Daniele Luttazzi durante l'intervista a "Satyricon"
Mediaset, ritenendosi diffamata dalle dichiarazioni del giornalista Marco Travaglio e del conduttore Daniele Luttazzi durante un'intervista del 14 marzo 2001 nel corso del programma Rai "Satyricon", cita in giudizio, davanti al Tribunale di Roma, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, la Rai, la Ballandi - che produceva il programma - e Carlo Freccero - all'epoca Direttore di Rai2-, chiedendo un risarcimento danni di 21 miliardi delle vecchie lire. 

Durante l'intervista, Marco Travaglio aveva parlato del libro "Il colore dei soldi"- scritto insieme a Elio Veltri, membro della Commissione Parlamentare Antimafia -, nel quale viene narrata la carriera di Silvio Berlusconi sulla base di fonti ufficiali, in particolare gli atti di indagine delle Procure della Repubblica di Palermo e di Caltanissetta, riassunte nella requisitoria del PM nel processo d'appello per la strage di Capaci, il Dott. Luca Tescaroli.

Il Tribunale di Roma rigetta la domanda osservando che "le riferite affermazioni del Travaglio sono da ritenersi esercizio di legittima critica politica", basate su "atti di sicuro interesse per l’opinione pubblica" e che Travaglio non ha "mai spacciato per indiscusse verità le affermazioni fatte dal PM Tescaroli nella requisitoria resa al processo d’appello per la strage di Capaci […] avendo egli espressamente precisato che si trattava di una requisitoria contenente 'spunti di indagine' e non di sentenza". 

Per quanto riguarda le affermazioni in merito alla "Legge Tremonti" del 1994 - che, secondo quanto riferito nell'intervista da Travaglio, consentì a Fininvest di risparmiare 250 miliardi delle vecchie lire -, il Tribunale ha precisato che le stesse "intesero unicamente sottolineare e denunciare all’opinione pubblica il noto problema del conflitto di interessi che da più parti si assume esistente rispetto all’attività di governo dell’on. Berlusconi in considerazione dei suoi rilevantissimi interessi economici".   

Mediaset ha proposto ricorso in appello, ma è stato rigettato.

Il Giudice di secondo grado ha confermato la sentenza impugnata, precisando che "nelle parti dell'intervista dirette ad insinuare negli spettatori la convinzione che il successo dell'attività imprenditoriale dell'attuale presidente del Consiglio dei ministri abbia avuto origine da una ingente iniezione di capitali di provenienze illecita" non vi è alcun riferimento a Mediaset. Travaglio e Luttazzi, infatti, "parlano sempre dell'on. Berlusconi, nominando sempre Berlusconi e qualche volta la Fininvest e altre società, ma mai Mediaset".

Nella sentenza si aggiunge che, all'epoca dell'intervista, Mediaset non era stata ancora costituita e che la figura del Presidente Fedele Confalonieri "è messa in buona luce".

Alla luce di queste motivazioni, la Corte d'Appello di Roma ha rigettato il ricorso di Mediaset, confermando la sentenza del Tribunale di Roma e condannando la Società al pagamento della somma di 120.000 Euro a titolo di spese processuali.

Il testo della sentenza della Corte d'Appello di Roma:





I video dell'intervista di Daniele Luttazzi a Marco Travaglio:

Parte 1



Parte 2


Parte 3


Roma, 18 ottobre 2011        Avv. Daniela Conte

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