L'India denuncia la multinazionale Monsanto per bioterrorismo

settembre 28, 2011 0 Comments A+ a-

La sede della Monsanto a Saint Louis, negli Stati Uniti
La Monsanto, multinazionale statunitense produttrice mondiale di semi transgenici, è stata denunciata dall'India di bioterrorismo

Secondo l'accusa, la società "ruberebbe" piante locali originali - allo scopo di creare versioni geneticamente modificate - senza dare alcun compenso alle popolazioni e ai Paesi dove è avvenuto il "furto".

La multinazionale tenta anche di brevettare, acquisendo diritti esclusivi, materiale genetico che proviene da piante tradizionali indiane - ad esempio quello del "Riso basmati" -. 

I semi Ogm del cotone indiano sono diventati monopolio della multinazionale di Saint Louis

A questo proposito Vandana Shiva, attivista e ambientalista indiana, ritiene la Monsanto  responsbile anche per i suicidi di centinaia di contadini - circa 250.000 dal 1995 -, indebitatisi allo scopo di comprare il cotone transgenico Bt - il cui utilizzo è stato promosso dalle multinazionali straniere a causa della maggiore produttività e resistenza alle malattie -.


Dal punto di vista giuridico, si segnala che la Corte di Giustizia Europea, con decisione del mese di settembre 2011, ha stabilito che non può essere venduto miele contaminato da mais Ogm MON810 della Monsanto senza esplicita autorizzazione al commercio. Secondo i Giudici di Lussemburgo l'autorizzazione è necessaria anche se il miele contiene solo "tracce" di polline proveniente da Ogm - fino ad ora l'autorizzazione al commercio era necessaria soltanto se il prodotto conteneva parti di organismi geneticamente modificati superiori al 0,9% -.

La Corte di Giustizia, però, nel mese di settembre 2011 ha anche emesso una decisione con la quale ha dato torto alla Francia in merito alla proibizione della coltivazione del mais MON810 da parte di quest'ultima - che nel 2007 aveva vietato la vendita di semi di mais transgenico nell'intero territorio nazionale, e nel 2008 ne aveva vietato la coltivazione -. La Francia si era rivolta alla Corte di Giustizia a seguito del ricorso della Monsanto  e di altre società produttrici di semi Ogm contro i provvedimenti. I Giudici hanno precisato che la Francia aveva adottato la "clausola di salvaguardia" senza rispettare le condizioni stabilite dalla normativa europea.

Qual'è la posizione dell'Italia? Nel marzo del 2010 l'allora Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia aveva emanato un decreto con il quale aveva vietato a un'agricoltore friulano di coltivare semi Ogm, nonostante una sentenza in senso contrario del Consiglio di Stato. Il Tar del Lazio, nel mese di giugno del 2011, ha annullato quest'ultima sentenza condannando al risarcimento dell'agricoltore.

A seguito della sentenza appena indicata, le Regioni - con l'eccezione della Lombardia - hanno chiesto al nuovo Ministro Romano di chiedere all'Europa la "clausola di salvaguardia" contro la coltivazione del mais Ogm MON810 e della patata Anflora.

Roma, 28 settembre 2011            Avv. Daniela Conte


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