Citano in giudizio la madre per "cattiva maternità": niente regali e coprifuoco rigido. Domanda rigettata in primo grado e in appello

agosto 31, 2011 0 Comments A+ a-

Steven e Kathryn Miner, due fratelli di 23 e 20 anni, nel 2009 hanno citato in giudizio la madre Kimberly Garrity per "cattiva maternità" e chiesto 50.000 dollari a titolo di danno morale per lo "stress emotivo" subìto. I due ragazzi sono stati rappresentati legalmente da tre avvocati, uno dei quali è il padre - la Garrity ha presentato nei suoi confronti istanza di divorzio nel 1995, dopo dieci anni di matrimonio -.

Le cause dello "stress emotivo" sarebbero state le seguenti:
  • mancanza di regali a Natale;
  • imposizione di un rigido coprifuoco - non oltre la mezzanotte -;
  • una cartolina di compleanno "inappropriata" inviata al figlio - senza includere denaro o un assegno -;
  • avere messo i figli uno contro l'altro, concedendo a uno di loro ciò che avrebbe gradito l'altro, e viceversa;
  • non avere inviato cartoline per anni. 
In prima istanza la domanda è stata rigettata, ma i fratelli hanno proposto ricorso in appello.

La Corte d'Appello dell'Illinois - negli Stati Uniti - ha confermato la sentenza di primo grado. 

Il Giudice di secondo grado ha motivato la propria decisione sostenendo che nessuno dei comportamenti di Kimberly Garrity può essere considerato "estremo o oltraggioso".

Nella sentenza si legge, infatti, che "Tali azioni presunte sono sgradevoli e forse insensibili, e forse qualcuna potrebbe non rientrare nel regno della 'buona maternità,' ma non sono così sconvolgenti da formare una base per una richiesta per avere inflitto intenzionalmente uno stress emotivo". 

La legge dell'Illinois prevede i danni da stress emotivo in casi di disagio emotivo quali le molestie sessuali, nei quali non vi è un danno fisico

Secondo l'Avvocato di Kimberly Garrity, la causa è stata orchestrata dal padre dei due ragazzi; si è trattato di una sorta di tentativo di cercare la "vendetta finale" nei confronti dell'ex-coniuge, mediante l'accusa dei figli di "essere una madre inadeguata". 

Il padre dei due ragazzi ha detto di avere rimesso la querela dopo una maggiore ricerca giuridica e di avere cercato di dissuadere i figli dal portare avanti il caso. Ha paragonato la vicenda a quella di un paziente che cita in giudizio il proprio medico.

Il Tribune ha riportato che nei documenti depositati presso la Corte Kimberly Garrity ha detto che, nonostante la causa, ama ancora i suoi figli. 

Roma, 31 agosto 2011              Avv. Daniela Conte 

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