Francia: un giudice vuole riaprire il caso della morte di Lady Diana

luglio 23, 2011 0 Comments A+ a-

Lady Diana, l'indimenticabile "principessa triste" moglie di Carlo d'Inghilterra e madre di William e Harry, morì a 36 anni il 31 agosto 1997 a Parigi, sotto il tunnel del Pont de l'Alma. L'auto sulla quale viaggiava con l'autista, con il compagno Dodi Al Fayed - figlio dell'imprenditore egiziano Mohamed Al Fayed, ex proprietario dei magazzini Harrods di Londra -, e un altro passeggero imboccò il tunnel inseguita da giornalisti e fotografi, urtò contro il muro destro e, infine, sbattè violentemente contro il 13^ pilastro del tunnel. 

Video della NBC News che annuncia la morte di Lady Diana

Video che mostra le fasi dell'incidente: 

Dodi Al Fayed e l'autista Henri Paul morirono sul colpo; l'altro passeggero sopravvisse e Diana fu trasportata in ospedale, dove morì due ore dopo per le gravi lesioni riportate. La tesi ufficiale è quella dell'incidente - sarebbe stato causato dall'autista, che avrebbe perso il controllo del veicolo a causa della guida in stato di ebrezza -, anche se c'è chi parla di complotto per uccidere la principessa di Galles

Secondo quanto riferisce il Daily Express, a distanza di 14 anni il Giudice francese Gerard Caddeo ha chiesto la riapertura del caso. Sembra, infatti, che Lord Mishcon- l'avvocato di Lady Diana morto nel 2006 - pochi mesi dopo l'incidente consegnò una nota nella quale si parlava di un complotto ai danni della sua assistita; era in atto un tentativo di sbarazzarsi di lei "orchestrando" un incidente nel quale avrebbe dovuto morire o riportare lesioni tali da consentire di dichiararla incapace di intendere e di volere. Nella nota c'era anche scritto che la principessa era stata informata da "fonti degne di fiducia" che era stato fatto un tentativo di eliminarla con un incidente stradale. 

Tre anni dopo la morte di Lady Diana si è scoperto che due funzionari di Scotland Yard, Sir Paul Condon e Sir David Venessa, avevano messo la nota - che avrebbe potuto aiutare le indagini, indicando una pista - in cassaforte. Il documento avrebbe potuto fare aprire un indagine per omicidio

Secondo la legislazione francese,  rimuovere o nsacondere prove che potrebbero "facilitare la scoperta di un crimine" è punibile con la pena pena del carcere da 3 a 5 anni o con un multa. 

Il giudice Caddeo ha convocato i due funzionari della Polizia britannica per interrogarli. Secondo fonti vicine alle indagini, in caso di rifiuto di sottoporsi all'interrogatorio sarà emesso un mandato d'arresto internazionale. 

Il caso della morte di Lady Diana, quindi, rischia di diventare nuovamente oggetto di controversia giudiziaria - relativamente alla questione se si è trattato di un incidente o di un omicidio -.

Seguiremo gli sviluppi. 

Roma, 23 luglio 2011                     Avv. Daniela Conte 

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