Dopo Amina, Paula: l'autrice del sito "Lez Get Real" è un americano di 58 anni

giugno 14, 2011 0 Comments A+ a-

E' stata appena scoperta la vera identità di Amina Arraf, la fondatrice del blog "A gay girl in Damascus", ed ecco un nuovo caso: la fondatrice del sito gay "Lez Get Real", che si identificava come Paula Brooks, è in realtà Bill Graber, un americano di 58 anni operaio edile in pensione e veterano della Air Force.

La scoperta è stata fatta da due reporter del quotidiano americano Washington Post, Melissa Bell ed Elisabeth Flock, che dopo la scoperta della vera identità di Amina si erano messe in contatto con Paula Brooks per farle domande in merito alla vicenda - prima di creare il blog, Amina aveva scritto su "Lez Get Real" -. 

Paula Brooks ha detto alle giornaliste che era possibile parlare soltanto con suo padre per telefono, poichè lei era sorda; ha anche fornito la foto di una patente, che è risultata appartenere ad una donna di nome Paula Brooks. Al telefono ha risposto Graber, il quale ha detto di non sapere che Amina era in realtà Tom McMaster; tuttavia, le giornaliste hanno continuato a discutere circa l'identità di Paula e, alla fine, l'uomo ha rivelato di essere "Paula Brooks". 
La patente, in realtà, appartiene alla moglie di Graber la quale, inperpellata, ha detto di non sapere che il marito si era servito della sua identità per il sito "Lez Get Real". 

L'uomo si è giustificato dicendo di averlo fatto "con le migliori intenzioni". Aveva deciso di crearlo dopo aver visto le discriminazioni subite da una coppia di amiche gay e di avere utilizzato una falsa identità perchè non sarebbe stato preso sul serio se si fosse identificato come uomo eterosessuale. 

Graber e McMaster avevano comunicato - e anche "flirtato" - tra loro via email senza sapere nulla circa la vera identità dell'uno e dell'altro.

Il fondatore di "Lez Get Real" ha detto che darà in mano il sito a Linda La Victoire - uno dei collaboratori del sito, che scrive con il nome di Linda Carbonell - affinchè se ne occupi per il futuro.

Roma, 14 giugno 2011                 Avv. Daniela Conte

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