La Corte Europea di Strasburgo ritiene l'Italia non responsabile per la morte di Carlo Giuliani durante il G8. Confermata l'assoluzione di Michele Placanica

marzo 25, 2011 0 Comments A+ a-


I Giudici della Grande Camera della Corte Europea di Strasburgo hanno emesso sentenza definitiva nella procedimento promosso con ricorso dei genitori di Carlo Giuliani - il giovane ucciso durante il G8 di Genova -, con la quale hanno stabilito: 

  • L'assoluzione di Michele Placanica - il carabiniere ausiliario che sparò a Carlo Giuliani in Piazza Alimonda a Genova durante il G8 - (sul punto è stata confermata la sentenza emessa in primo grado in data 25 agosto 2009). Il procedimento penale nei confronti di Placanica, incriminato per omicidio volontario, fu archiviato con oridnanza del 5 maggio 2003 dal Giudice per le indagini preliminari Elena Daloiso -  su richiesta presentata in data 2 dicembre 2002 dal Pubblico Ministero Silvio Franz -. Nell'ordinanza si legge che il Gip ha ritenuto "legittimo" l'uso dell'arma da parte dell'imputato, oltre che "assolutamente indispensabile e da risultare il meno offensivo possibile".
  • Non vi è stata violazione dell'art. 2 della Convenzione per la salvaguardi dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (secondo cui "1.  Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nei casi in cui il delitto sia punito dalla legge con tale pena. 2.  La morte non è considerata inflitta in violazione di questo articolo quando derivasse da un ricorso alla forza reso assolutamente necessario: a) per assicurare la difesa di qualsiasi persona dalla violenza illegale; b)per effettuare un regolare arresto o per impedire l’evasione di una persona legalmente detenuta; c) per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o una insurrezione."). In sostanza, secondo la Grande Camera la morte non sarebbe stata inflitta in maniera arbitraria e sarebbe avvenuta nell'ambito di un'operazione legittima. Nella sentenza si legge che "Sono i manifestanti che hanno attaccato la jeep dove si trovava Mario Placanica i veri repsonsabili della morte di Carlo Giuliani e non le autorità italiane come invece sostengono i genitori del ragazzo"; secondo la Grande Camera (che ha votato con  dieci voti a favore e sette contrari) la causa immediata di quanto è accaduto è stata "l'attacco violento e illegale dei manifestanti nei confronti dei carabinieri" , la morte di Giuliani non può essere imputata ad una cattiva organizzazione e pianificazione delle operazioni di ordine pubblico e "le autorità italiane hanno preso tutte le misure necessarie per ridurre, per quanto possibile, le conseguenze negative che potevano derivare dall'uso della forza da parte dei poliziotti e dei carabinieri". Ancora, secondo la Corte le leggi italiane he discipilinano l'uso delle armi letali da parte delle forze dell'ordine sono in linea con quanto imposto agli Stati dalla Convenzione Europea dei diritti dell'uomo e che non vi è una norma che impone agli Stati membri di dotare le forze dell'ordine di armi non letali o di privarli di quelle letali per difendersi da aggressioni come quella di Piazza Alimonda. In ogni caso, sul punto la Grande Camera ha "ribaltato" la sentenza di primo grado, nella quale era stato stabilito che l'Italia aveva "minimizzato i rischi" nel pianificare e preparare le misure di pubblica sicurezza (per questo motivo, l'Itallia era stata condannata a pagare la somma di Euro 40.000 a titolo di risarcimento ai genitori di Carlo Giuliani, di cui Euro 15.000 a ciascuno dei genitori ed Euro 10.000 alla sorella). In particolare, nella sentenza del 25 agosto del 2009 era precisato che "le autorità italiane non hanno condotto un'inchiesta adeguata sulle circostanze della morte del giovane manifestante" e che non fu avviata un'indagine allo scopo di individuare "le eventuali mancanze nella pianificazione e gestione delle operazioni di ordine pubblico".
Alla luce della sentenza della Corte di Starsburgo, ricordiamo brevemente cosa accadde il 20 luglio del 2001: durante i disordini in occasione del G8 di Genova, a Piazza Alimonda il giovane Carlo Giuliani (23 anni) stava per scagliare un estintore contro un veicolo "Defender" dei Carabinieri, quando venne colpito da uno dei due proiettili sparati con una rivoltella dal carabiniere ausiliario Michele Placanica (21 anni all'epoca dei fatti), che ne causò la morte (il proiettile entrò sotto lo zigomo sinistro e fuoriuscì dalla nuca). Il carabiniere si trovava all'interno della camionetta presa d'assalto dai manifestanti. 

Heidi e Giuliano Giuliani (i genitori di Carlo) accusano l'Italia di non aver pianificato e organizzato in modo adeguato le operazioni di ordine pubblico in occasione di un evento così importante, di non aver svolto adeguate indagini su quanto è accaduto. Sostengono, poi, che la morte del figlio è stata la conseguenza di un "eccessivo uso della forza" da parte delle forze dell'ordine, e che nessuno dei Carabinieri ha soccorso Carlo (anzi, la camionetta da cui è partito il colpo mortale passò per ben due volte sul corpo del giovane).
Quello che è accaduto è documentato da alcuni rilievi fotografici, pubblicati sul sito del quotidiano Repubblica:


Dopo la sentenza della Corte di Strasburgo, i genitori di Carlo Giuliani si sono detti dispiaciuti per quanto è accaduto, ma la vicenda non finisce qui: Giuliano Giuliani ha dichiarato che "Andremo avanti e continueremo la nostra battaglia per la libertà" e che "Dal punto di vista legale c'è un'ultima possibilità: una causa civile contro chi ha sparato. Non c'è altra possibilità. Mi auguro che nessuno ci venga a dire che vogliamo rifarci sul povero carabiniere. Lo scopo della causa civile è di avere un dibattimento processuale". La famiglia non accetta il fatto che non vi sia mai stato alcun processo; in proposito Giuliano Giuliani ha dichiarato che "E' vergognoso. Negli altri processi alcuni pezzi di verità sono usciti, mettendo in luce l'assurdità del comportamento delle forze dell'ordine".

Nel mese di luglio di quest'anno (in occasione della ricorrenza dei dieci anni dalla morte di Carlo Giuliani) a Genova ci sarà un mese di mobilitazione, che culminerà in un grande corteo il 23 di luglio. 

Roma, 25 marzo 2011          Avv. Daniela Conte

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