Casa AN a Montecarlo: disposta l'archiviazione del procedimento penale nei confronti di Gianfranco Fini

marzo 15, 2011 0 Comments A+ a-

Esultano i legali del Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini: il Gip di Roma ha disposto l'archiviazione del procedimento penale aperto a seguito di esposto presentato da alcuni esponenti della Destra nel mese di agosto del 2010, secondo cui la casa di Montecarlo di proprietà dell'ex partito politico AN  (ricevuta grazie ad un lascito ereditario) sarebbe stata venduta ad un prezzo molto inferiore rispetto a quello di mercato (circa 300.000 Euro) per favorire Giancarlo Tulliani, cognato dell'On.le Fini. Nel procedimento è stato indagato anche l'ex tesoriere di AN, Francesco Pontone.

Claudio Consolo e Francesco Compagna, legali del leader di Fli, hanno dichiarato che la decisione è "giusta e assolutamente conforme a diritto, decisione che accogliamo con piena soddisfazione".

Per il Gip Figliola, nella fattispecie non è ravvisabile la "falsa rappresentazione della realtà" alla base del reato contestato, la truffa. In particolare, nel provvedimento di archiviazione si legge che "Non si è verificata quella falsa rappresentazione della realtà necessaria per la integrazione del reato de quo; infatti l'immobile sito in Montecarlo e pervenuto ereditariamente nella disponibilità» di Alleanza nazionale «è stato ceduto ad un prezzo inferiore a quello di mercato senza alcuna induzione in errore dei soggetti danneggiati; trattasi dunque di una disposizione patrimoniale decisa dal presidente e amministratore di una associazione non riconosciuta, unitamente al suo segretario amministrativo quale rappresentante della stessa e pertanto autorizzato a disporre del suo patrimonio". In sostanza, non ci sono gli estremi per il reato contestato a causa della natura dell'ente - partito politico, associazione non riconosciuta - e  delle pregogative di coloro che hanno agito.
 
Il Giudice ha ritenuto pienamente condivisibili le argomentazioni contenute nella richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero.

Nel provvedimento si precisa, infine che "quanto ai profili asseritamente truffaldini, che caratterizzerebbero l'operazione negoziale, va osservato, quanto agli artifizi, che non vi è alcuna correlazione causale tra il profilo di falsità, che attiene alla reale titolarità dell'acquirente dell'immobile, rispetto alla causa di disposizione dell'atto patrimoniale che avrebbe determinato l'ingiusto profitto, rinvenibile nel minor prezzo". 

Francesco Storace, leader della Destra, ha definito la decisione del Gip di Roma "vergognosa" ed ha annunciato l'impugnazione del provvedimento e altre azioni giudiziarie, anche in sede civile.

Roma, 15 marzo 2011                   Avv. Daniela Conte

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