24 aprile 2015

Texas Hold’em è da considerarsi gioco d’azzardo se la posta in gioco alta fa ritenere prevalente il fine di lucro




Se la posta in gioco è rilevante e il premio è in denaro, il poker texano deve essere qualificato come gioco d'azzardo


Il famoso gioco di poker texano, conosciuto come Texas Hold’em, non sempre può essere considerato un gioco di abilità e non un gioco d’azzardo.

E’ giunta a queste conclusioni la Corte di Cassazione, 3^ penale, con la sentenza n. 16889 del 23 aprile 2015.

Il Tribunale di Torino, in primo grado, aveva già condannato i proprietari e gestori del circolo per i reati di agli artt. 718 (esercizio del gioco di azzardo) e 719 (aggravante costituita dall’aver istituito e tenuto una casa da gioco) del codice penale, mentre alcuni giocatori vengono denunciati per il reato previsto dall’art. 720 (partecipazione a giuochi d’azzardo) del codice penale. 

La Corte d’Appello, in secondo grado, ha dichiarato estinto il reato per alcuni degli imputati a causa dell’intervenuta prescrizione.

La sentenza viene impugnata davanti alla Corte di Cassazione.

I Giudici di legittimità osservano che, nel caso di specie, il Giudice di merito ha correttamente ritenuto che il poker texano cui i poliziotti avevano sorpreso a giocare all’interno della casa di gioco fosse da qualificarsi come gioco d’azzardo poiché non era “in corso un torneo, circostanza plausibilmente esclusa dal giudice di prime cure in ragione della mancanza di alcuna pubblicizzazione di esso, della mancanza di alcuna persona che, svolgendo le funzioni di arbitro o comunque di giudice, assicurasse il suo regolare svolgimento, la assenza di qualsivoglia indicazione sulla consistenza del premio posto in palio per l’eventuale vincitore”.

Al contrario, le Forze dell’Ordine avevano constatato che i giocatori avevano puntato una somma non irrilevante per partecipare al gioco: vi era un fondo di € 3.000,00 per 30 persone presenti al momento dell’irruzione (pertanto, la puntata media per ogni giocatore non era inferiore a € 100,00).

E’ evidente, pertanto, che “la previsione di un premio in denaro faccia prevalere nel giocatore rispetto al puro svago, l’attrattiva del conseguimento dell’utilità economica”.

La Corte di Cassazione richiama una precedente sentenza (la n. 32835 del 2013), che ha qualificato il Texas Hold’em come gioco di abilità e non come gioco d’azzardo.

Nella sentenza appena citata, tuttavia, si trattava di una diversa fattispecie: era prevista una puntata minima uguale per tutti i giocatori (€ 50,00), il numero massimo di gettoni consegnati era uguale per tutti i partecipanti, il premio consisteva nella partecipazione ad altri tornei in diverse città o in abbigliamento.

Alla luce delle motivazioni sopra descritte, pertanto, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso.

Roma, 24.04.2015


Avv. Daniela Conte



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12 aprile 2015

Piaggio in causa contro Peugeot e Yamaha: violati brevetti europei di Piaggio Mp3



Piaggio ha chiesto i danni per concorrenza sleale a Peugeot e Yamaha. Violati brevetti europei dello scooter Mp3


La nota società Piaggio - attualmente guidata da Roberto Colaninno - ha citato in giudizio dinanzi al Tribunale di Milano la Peugeot e la Yamaha, chiedendo il risarcimento danni da concorrenza sleale perchè sarebbero stati violati alcuni brevetti europei depositati per il famoso scooter a 3 ruote Piaggio Mp3, il cui primo modello è stato lanciato sul mercato nel 2006.


Si tratta di un modello sul quale la società di Pontedera ha puntato molto, e le cui vendite - fino ad oggi - sono state molto elevate.


Il Piaggio Mp3 è stato il primo modello di scooter ad essere prodotto in serie con 2 ruote anteriori: ad oggi si conta la vendita di crca 150.000 esemplari.

Basti pensare che il Presidente della Francia Holland è stato fotografato sul Piaggio Mp3 all'epoca della scoperta della liason con l'attrice Julie Gayet.


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                                                                                                                                  Avv. Daniela Conte


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Il CDM approva il DEF per il 2015. Da decidere dove spendere il tesoretto di 1,6 miliardi


In serata il CDM approva il DEF. Renzi: "No a nuove tasse. Il bonus di 1,6 miliardi? Bisogna decidere dove spenderlo"


Oggi 11 aprile è stata pubbicata la notizia che nella tarda serata di ieri il Consiglio dei Ministri ha finalmente approvato il DEF (Documento di Economia e Finanza) per il 2015.

Sul sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze (dove è disponibile il testo del DEF) oggi è stato pubblicato un comunicato sull'argomento, nel quale si legge che gli obiettivi della politica di bilancio del governo inseriti nel DEF sono "Sostenere la ripresa economica evitando aumenti del prelievo fiscale e allo stesso tempo rilanciando gli investimenti: avviare il debito pubblico (in rapporto al PIL) su un percorso di riduzione, consolidando così la fiducia del mercato e riducendo la spesa per interessi; favorire gli investimenti e le iniziative per consentire un deciso recupero dell'occupazione nel prossimo triennio".

Nel comunicato viene anche spiegato l'iter del DEF : sarà trasmesso in Parlamento, il quale entro il 30 aprile dovrà inviare alla Commissione Europea e al Consiglio dell'Unione Europea due sezioni del medesimo: il Programma di Stabilità e il Programma Nazionale di Riforma.
Nel comunicato si legge che, dopo 3 anni, nel 2015 il PIL raggiunge quota + 0,7 % - circostanza che consentirà, nel prossimo triennio, una politica economica di sostenimento della crescita.

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Avv. Daniela Conte


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Costa Concordia: respinta la richiesta di arresto di Francesco Schettino




Il Tribunale del Riesame respinge di nuovo la richiesta di arresto della Procura di Grosseto. Non vi è pericolo di fuga

 

Il Trinunale del Riesame di Firenze ha respinto la nuova richiesta di arresto per Francesco Schettino, l'ex capitano della nave da crociera Costa Concordia, coinvolta nel famoso "naufragio del Giglio". L'ordinanza è stata depositata il giorno prima di Pasqua, ma è stata resa nota successivamente dal nuovo legale di Francesco Schettino. Nel mese di febbraio del 2015 il Tribunale del Riesame ha respinto analoga richiesta della Procura di Grosseto, che ritiene sussista il pericolo di fuga dell'ex capitano.

La nuova richiesta di custodia cautelare, tuttavia, è stata motivata con la circostanza che l'ex capitano della nave della Costa Concordia avrebbbe ricevuto (nei giorni precedenti la sentenza dell'11 febbraio 2015, con la quale è stato condannato in primo grado a 16 anni e 1 mese di carcere) circa una quarantina di telefonate dall'estero, in particolare da Stati Uniti, Grecia, Thailandia e India. A questo si aggiunge il famoso servizio del programma televisivo Le Iene, i cui inviati hanno organizzato uno scherzo a Francesco Schettino, fingendosi membri di Canale 5 interessati a farlo parteciare al programma televisivo "L'Isola dei Famosi" e offrendo un premio di presenza di 2 milioni di euro (le trattative sarebbero state avviate).

I PM della Procura di Grosseto, di conseguenza, si sono convinti che l'ex capitano si stesse attivando per lasciare l'Italia.

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Avv. Daniela Conte

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Transazioni non occasionali su Ebay: necessaria la partita IVA


Necessaria l'apertura della partita Iva se si concludono molte tranazioni su Ebay. Si tratta di reddito d'impresa

La Commissione Tributaria Provinciale di Roma, con la sentenza n. 7290 del 2015, ha rigettato il ricorso di un contribuente - che esercita l'attività di commercio al dettaglio di prodotti tramite internet - al quale l'Agenzia delle Entrate di Roma aveva contestato la mancata contabilizzazione di ricavi derivanti dalla collocazione in vendita di prodotti sul portale Ebay. Il ricorrente lamentava che, a causa della crisi economica, era stato costretto a vendere una serie di orologi di sua proprietà su Ebay.
 
Precisava, poi, che non sapeva vi fosse l'obbligo di possedere una partita Iva e di tenuta delle scritture contabili per vendere sul famoso portale di annunci. L'Amministrazione finanziaria, costituitasi in giudizio, ha contestato le dichiarazioni del ricorrente, sostenendo che la conclusione di numerose transazioni commerciali sul portale Ebay non può essere considerata attività occasionale, ma attività d'impresa; pertanto, l'atto impositivo impugnato è da considerarsi legittimo. 

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Avv. Daniela Conte 

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9 aprile 2015

Divorzio: Giudice autorizza la consegna dei documenti tramite Facebook


Donna americana autorizzata dal Giudice a consegnare tramite Facebook i documenti del divorzio al marito irreperibile

Una giovane donna americana di origine ghanese, Ellanora Biadoo, nel 2009 sposa con cerimonia civile il connazionale Victor Sena Blood Dzraku. Victor, tuttavia, rifiuta di partecipare ad un rito di nozze tipico del Ghana, che consiste nel consegnare alla futura suocera una somma di denaro a titolo di risarcimento - detta "aseda" - a causa della perdita della potenzialità genitrice della figlia che contrae il matrimonio. Per questo motivo, il matrimonio non viene consumato e i coniugi non vanno a vivere insieme. Victor comunica a Ellanora di non avere un indirizzo dove poter ricevere posta o essere reperito e i due coniugi intrattengono rapporti tramite contatti telefonici e il social network Facebook .

L'impossibilità di consegnare i documenti del divorzio e l'istanza alla Corte Suprema di New York. La decisione del Giudice 

Ellanora decide di chiedere il divorzio, ma a questo punto sorge il problema dell'impossibilità di consegnare i documenti del procedimento giudiziale al marito. Il servizio postale comunica che non vi è alcun indirizzo registrato a nome di Victor, e quest'ultimo rifiuta di incontrare Ellanora per la consegna dei documenti del divorzio.
Allo scopo di reperire un indirizzo utile per il recapito viene anche assoldato un investigatore privato, ma senza risultati. L'avvocato di Ellanora decide, allora, di rivolgersi alla Corte Suprema di New York presentando un'istanza con la quale ha chiesto di poter consegnare i documenti del divorzio per la propria assistita tramite Facebook.

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